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Chiusura delle gallerie, in Consiglio Valle l’UV scarica SAV: “caduta ogni fiducia”

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di Redazione

Il Consiglio Valle straordinario convocato questa mattina, 9 giugno, per affrontare la chiusura delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes, ha messo sul banco degli imputati la gestione del dossier da parte della Regione. Le opposizioni hanno accusato il presidente Renzo Testolin e la Giunta di aver sottovalutato il problema per mesi, intervenendo soltanto quando la situazione era ormai definita.

Tra gli interventi più critici quello del capogruppo di Fratelli d’Italia Alberto Zucchi: “rincorrete l’emergenza e non governate i dossier. Siete sempre dietro a cercare di tamponare quelle che sono le falle che si presentano”.

Alberto Zucchi, Capogruppo regionale Fd’I

Zucchi ha contestato anche la richiesta avanzata dalla Regione di verificare possibili modalità alternative per eseguire i lavori mantenendo aperta la circolazione: “queste cose dovevano essere discusse ampiamente prima, quando c’era un iter in atto. Ci domandiamo che cosa avete fatto dall’autunno del 2025 all’11 aprile del 2026”.

Sulla stessa linea Corrado Bellora, della Lega Vd’A, che ha ricordato come la necessità dell’intervento fosse emersa già nel settembre 2025 e formalizzata dal Consiglio di amministrazione della SAV nel novembre successivo.

Ancora più duro Marco Carrel (Pour l’Autonomie/Autonomisti di Centro): “qui il problema non è più se Testolin può o non può fare il Presidente, è che ha dimostrato con una serie di eventi che non è più in grado di essere il Presidente di questa Regione. (…) Ha portato questa regione da essere un’isola felice ad essere definitivamente isolata”.

Marco Carrel, Pour l’Autonomie

La difesa d’ufficio della Giunta: “sulla sicurezza non c’erano alternative”

A difendere l’operato dell’Amministrazione regionale è stato soprattutto l’Assessore regionale Giulio Grosjacques Secondo l’esponente unionista, né il Presidente della Regione né i consiglieri in Cd’A SAV espressi dalla Regione avrebbero potuto impedire l’avvio degli interventi.

“Non c’era nessuna possibilità da parte del Presidente della Regione in quanto azionista, né tantomeno dei Consiglieri di amministrazione di opporsi a questo intervento – evidenzia in aula –. La sicurezza viene prima di tutto”.

Una posizione che richiama la natura tecnica e obbligata dei lavori, ritenuti urgenti e non rinviabili. Anche se, dall’altro lato, è lo stesso Assessore a gettare un dubbio sui soggetti a cui saranno affidati i lavori, parte del gruppo SAV.

Nubi in maggioranza: “profondamente insoddisfatti”

Se gli attacchi delle opposizioni erano prevedibili, molto meno scontati sono stati i toni utilizzati da alcuni esponenti della maggioranza. Tra questi Corrado Jordan, che non ha nascosto la propria delusione per come la vicenda è stata gestita: “sono profondamente insoddisfatto di come è stata gestita questa vicenda e soprattutto sono insoddisfatto di non essere riuscito a trovare una minima soluzione alternativa a tutela del nostro territorio”.

Jordan ha puntato il dito anche sul ruolo che la Regione avrebbe dovuto esercitare all’interno della concessionaria: “nel Cd’A di SAV ci sono i rappresentanti della Regione. Dobbiamo difendere gli interessi politici della Valle d’Aosta, soprattutto quando questi non coincidono con gli interessi del privati. (…). Si doveva pretendere una soluzione diversa, ma dagli atti non risulta nulla in merito”.

Ma come di consueto, l’intervento più pesante della giornata è arrivato dal capogruppo dell’Union Valdôtaine Aurelio Marguerettaz. “Per me è caduta ogni fiducia nei confronti della SAV”, tuona in aula l’unionista, prendendo una posizione che ha segnato il momento più significativi della seduta.

Aurelio Marguerettaz, Capogruppo UV

“I Consiglieri di Amministrazione oggi hanno appreso dai giornali che la chiusura sarebbe slittata dal giorno 11 al giorno 15″, chiosa ancora Marguerettaz sottileando una evidente crepa tra maggioranza e la società concessionaria.

Testolin sempre più solo

Il dato politico che emerge dalla seduta è forse uno: l’isolamento sempre più marcato del Presidente Testolin. L’opposizione continua ad attribuire alla Giunta la responsabilità di una mancata programmazione e di una comunicazione tardiva.

Una parte significativa della maggioranza, invece, sembra aver individuato nella SAV il principale responsabile della gestione della vicenda.

Due letture diverse che, però, convergono su un punto: qualcosa nel percorso che ha portato alla chiusura delle gallerie di Côte de Sorreley e Signayes non ha funzionato. Per nulla.

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