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Caso Gex, la Procura: “tracce compatibili con il gas nervino, ma troppo basse”. L’UV: “l’elemento non può essere ignorato”

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di Redazione

A quasi sessant’anni dal disastro aereo del 25 aprile 1966 in cui perse la vita Corrado Gex insieme ad altre sei persone, la Procura della Repubblica di Cuneo ha reso note le conclusioni della complessa consulenza scientifica eseguita sui resti riesumati nel 2021. Il risultato conferma alcuni elementi nuovi, ma lascia ancora aperto il mistero sulle cause della tragedia.

Nel comunicato diffuso dal Procuratore Onelio Dodero si legge innanzitutto che i resti riesumati sono riconducibili a un individuo principale identificabile con Corrado Gex, oltre ad alcuni frammenti appartenenti a un secondo soggetto. Le analisi antropologiche hanno inoltre evidenziato lesioni di natura meccanica compatibili con l’impatto dell’aeromobile, mentre l’avanzato stato di decomposizione non consente di stabilire con precisione la causa della morte.

L’aspetto più rilevante riguarda però le analisi tossicologiche. Nei tessuti biologici attribuiti a Corrado Gex sono state infatti rilevate “tracce coerenti con la presenza di Isopropyl S-2-diisopropylaminoethyl methylphosphonothiolate (nervino Classe V2)”. La stessa Procura, tuttavia, invita alla massima prudenza nell’interpretazione del dato, precisando che “il risultato non può essere considerato della stessa forza probatoria di un’identificazione ottenuta con standard certificato”, a causa della bassissima concentrazione della sostanza, dell’avanzato degrado dei campioni e dell’assenza di marcatori secondari.

Ancora più netta la conclusione sul possibile collegamento tra la sostanza e lo schianto dell’aereo: non è possibile esprimersi in termini di certezza, poiché non è noto se – e in quale concentrazione – il principio attivo fosse eventualmente presente nel sangue di Gex al momento dell’incidente. In altre parole, gli accertamenti non consentono di stabilire se l’eventuale esposizione all’agente nervino abbia avuto un ruolo nella tragedia del 25 aprile 1966.

L’Union Valdôtaine: “un elemento che merita attenzione”

Sulle conclusioni della Procura è intervenuta anche l’Union Valdôtaine, il movimento politico di cui Corrado Gex rappresenta una delle figure storiche più iconiche.

“Il comunicato della Procura della Repubblica di Cuneo relativo al disastro aereo del 25 aprile 1966, in cui persero la vita Corrado Gex e i suoi compagni di viaggio, non consente di identificare con certezza la causa esatta della morte. Esso menziona tuttavia la presenza, nei tessuti biologici attribuiti a Corrado Gex, di tracce compatibili con il gas nervino classe V2. Questo elemento, pur non chiarendo definitivamente le circostanze della tragedia, non può essere ignorato”.

Secondo il movimento autonomista, il dato emerso dalle analisi pone interrogativi che meritano ulteriori riflessioni: “suscita legittimi interrogativi, tanto più che una tale sostanza non può essere considerata né come un componente presente in natura, né come una conseguenza normale dell’incendio verificatosi dopo l’incidente”.

Pur richiamando alla prudenza, l’Union Valdôtaine ritiene che quanto emerso debba essere menzionato nella ricostruzione storica della vicenda. Alla fine, quindi, dopo un alunga attesa, il comunicato della Procura non riscrive la pagina storica del disastro del 1966, ma introduce un elemento scientifico nuovo che, pur non essendo sufficiente a dimostrare un’ipotesi alternativa sulle cause dell’incidente, riapre inevitabilmente il dibattito su una delle vicende più controverse della storia contemporanea della Valle d’Aosta.

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