Il cimitero di Aosta torna – ancora una volta – al centro del Consiglio comunale del capoluogo. A riportare il tema in aula è nuovamente ‘La Renaissance Valdôtaine’, che punta il faro sullo stop oramai annuale del forno crematorio.
La chiusura del forno cimiteriale risale infatti a circa un anno fa, dovuto ad un guasto – indefinito – che causava l’immissione di fumi in atmosfera oltre i livelli consentiti dalla normativa. Immediata la sospensione delle cremazioni, con il Comune che – per correre ai ripari – annunciava un servizio di trasporto delle salme verso i forni crematori piemontesi senza costi aggiuntivi a carico dei familiari colpiti dal lutto. Costi aggiuntivi invece che rimangono sul bilancio comunale.
Di concerto A.P.S. aveva fatto sapere, attraverso il Presidente Matteo Frattini, che erano in corso delle valutazioni tecniche sull’opportunità di procedere a delle riparazioni oppure di sostituire completamente l’impianto, visto la vecchiaia complessiva di quest’ultimo. Da allora – ovvero l’anno scorso – nessuna altra notizia ufficiale è emersa, anche se le indiscrezioni parlano di diversi tentativi di riparazione eseguiti senza ancora esser venuti a capo sul malfunzionamento che richiese lo stop dell’impianto. A chiedere lumi, prima della fine della Consiliatura, è in arrivo un’ulteriore interrogazione del gruppo di opposizione ‘La Renaissence’.
Sempre il gruppo consiliare capitanato da Giovanni Girardini, inoltre, ha depositato un’interrogazione circa lo stato della chiusura delle gallerie nella zona ovest del cimitero. Anche in questo caso, da tempo erano state segnalate le condizioni non adeguate dei soffitti, con il rischio di caduta materiali e calcinacci. Dopo il sopralluogo dei tecnici A.P.S. è arrivata quindi la chiusura a data da destinarsi dell’accesso alla galleria, ma sono diverse le segnalazioni di persone che – per andare a trovare i defunti – entrebbero comunque nelle aree vietate.




