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Al via AlpSatellites, il progetto-ricerca che creerà spazi di coworking contro lo spopolamento montano

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Una ricerca quali-quantitativa, interdisciplinare e partecipativa finalizzata a fronteggiare lo spopolamento montano attraverso la costruzione di spazi di coworking nelle aree montane e rurali remote: è quanto previsto dal Progetto ‘AlpSatellites’, presentato a Verrès lo scorso 8 novembre. 

Capofila principale del progetto è l’Università della Valle d’Aosta. Lo studio fornirà ai decisori politici gli strumenti per procedere agli insediamenti secondo le attese di imprese e professionisti e con garanzie di successo. 

“Progetti come questo – ha sottolineato Maria Grazia Monaci, rettrice dell’Università della Valle d’Aosta – consentono di uscire dalle Università, uscire dalla ricerca pura, per andare nel mondo e dare il nostro contributo alla crescita dei territori”.

Angelo Benozzo, coordinatore scientifico del Progetto ha spiegato la genesi di AlpSatellites: “durante le chiusure causate dalla prevenzione dal covid-19, ci siamo avvicinati a nuove modalità di lavoro (agile, da remoto e in uffici satellite). AlpSatellites vuole sviluppare queste opportunità nelle terre alte, esplorando condizioni di lavoro da remoto che si dimostrino possibili, co-progettate con le comunità locali e che generino un impatto positivo nelle Alpi”.

A Verrès, nella giornata di martedì 8 novembre, si sono incontrati i partner del Progetto AlpSatellites, inserito nel Programma Interreg Spazio alpino. Tra questi: l’Unité des Communes valdôtaines Evançon; il Comune di Doren e l’Università di Scienze applicate di Vorarlberg (in Austria); l’Association Culturelle, Sociale et Sportive du Queyras e l’Université d’Aix-Marseille (in Francia).

Michel Savin, presidente dell’Unité des Communes ha aperto l’incontro rimarcando l’importanza del progetto sia per i dieci Comuni della sua Unité sia per l’intera Valle d’Aosta: “l’obiettivo – ha dichiarato – è rendere attrattivi i nostri territori. La sfida consiste nell’intercettare le persone che, potendo lavorare da remoto, vogliano abitare le terre alte, contribuendo a creare la società valdostana di domani. Mi aspetto che questo progetto di analisi getti le basi per una seconda iniziativa cofinanziata e finalizzata a creare tanti AlpSatellites, ovvero tanti uffici satellite”.

La Valle d’Aosta, infatti, “conta 74 Comuni e almeno 15 subiscono un calo demografico da spopolamento, acuito anche dalla denatalità – ha sottolineato Luciano Caveri, assessore agli Affari Europei della Regione autonoma Valle d’Aosta -. Il contrasto a questi fenomeni è una sfida che la creazione di spazi di coworking può aiutarci a vincere”.

Il progetto richiede anche un certo livello di digitalizzazione della popolazione. A tal proposito, Luigi Bertschy, assessore allo Sviluppo economico della Regione autonoma Valle d’Aosta, ha spiegato come, grazie allo sviluppo della tecnologia, anche la Valle d’Aosta abbia un forte potenziale: “la digitalizzazione ci permette di rendere globali e attrattivi i nostri spazi e villaggi. Dobbiamo aprire le nostre terre al mondo delle professioni e del lavoro, per favorire l’insediamento di nuovi abitanti e imprese”.

L’iniziativa intende avere una visione a 360° sul mondo imprenditoriale: “vogliamo studiare i fattori scatenanti del tele-lavoro e i processi per migliorare questa metodologia, non focalizzando l’attenzione solamente sui singoli lavoratori ma anche ampliando lo sguardo ai datori di lavoro”, ha affermato Cécile Chanut-Guieu, ricercatrice all’Università di Aix-Marseille.

Oltre al potenziale economico che la realizzazione di AlpSatellites potrebbe avere sui territori coinvolti, non è trascurabile quello turistico. Jean-Pierre Seror, dell’Associazione del Queyras ha ricordato che “le seconde case potrebbero, grazie all’insediamento di nuovi abitanti, diventare abitazioni principali ma potrebbero anche essere maggiormente utilizzate da nomadi digitali che non desiderino traslocare ma lavorare da remoto solamente per un periodo”.

Il Progetto AlpSatellites metterà in atto una ricerca quali-quantitativa, interdisciplinare e partecipativa. L’abbinamento fra enti di ricerca e comunità locali ha proprio la finalità di mettere gli psicologi e i sociologi in contatto con gli attuali e i potenziali abitanti delle terre montane e rurali e di permettere la stesura di una relazione finale capace di essere una base concreta per le progettualità future.

Il lavoro procederà per step: ascoltare e coinvolgere le comunità locali; co-progettare soluzioni con gli stakeholder; confrontare i risultati a livello territoriale; redigere uno studio che illustri come gli uffici satellite sarebbero realizzabili e di successo. 

 

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