La Valle d’Aosta piange Bruno Milanesio, figura tra le più influenti e discusse della politica regionale degli ultimi decenni. Storico leader del PSI valdostano, è morto ieri all’età di 83 anni dopo essere stato colpito da un infarto nella sua abitazione di Saint-Pierre.
Consigliere regionale per tre legislature, Assessore regionale al Turismo, protagonista di alcune delle più importanti stagioni politiche e per molti considerato una vera e propria “eminenza grigia” della politica valdostana, Milanesio ha continuato a seguire e commentare la vita pubblica regionale anche dopo la conclusione della sua esperienza nelle istituzioni.
Nato nel 1942, fu eletto per la prima volta in Consiglio Valle nel 1968 nelle file del Partito Socialista Italiano, tornando successivamente in Aula nel 1988. Nel corso della sua carriera ricoprì incarichi di governo nelle Giunte regionali guidate da Mauro Bordon, Cesare Dujany e Mario Andrione. Il suo nome resta inoltre legato al celebre “ribaltone” del 1990, che segnò una delle svolte più significative della politica valdostana contemporanea.
Il ricordo delle istituzioni
Numerosi i messaggi di cordoglio giunti dal mondo politico e istituzionale.
Il Presidente della Regione Renzo Testolin ha ricordato Milanesio come “un protagonista di una lunga stagione della propria storia politica e amministrativa, un uomo che ha dedicato gran parte della sua vita all’impegno pubblico e alle istituzioni, mettendo a disposizione la sua esperienza e mantenendo sempre vivi il dibattito e l’attenzione verso le principali questioni che riguardano la nostra regione”.
Anche il Deputato valdostano Franco Manes ha voluto sottolinearne il ruolo nel dibattito pubblico regionale: “con Bruno Milanesio se ne va una figura significativa della politica valdostana. È stato un uomo di cultura, di pensiero e di confronto, capace di leggere la Valle d’Aosta con profondità e con uno sguardo spesso originale. Il suo percorso politico è stato anche segnato da passaggi controversi, che appartengono alla complessità della sua storia pubblica, ma resta indiscutibile il contributo che ha dato nel dibattito autonomista e nella vita istituzionale regionale”.
Il legame con la città di Aosta
Segnante anche il ricordo del Sindaco di Aosta, Raffaele Rocco, che ha evidenziato il rapporto diretto che Milanesio ha nutrito con il capoluogo regionale.
“La storia pubblica di Bruno Milanesio è stata profondamente legata anche alla città di Aosta. Vicesindaco in giovanissima età, successivamente consigliere comunale e candidato sindaco, ha partecipato direttamente alla vita dell’istituzione cittadina”.
Rocco ha inoltre ricordato il contributo fornito durante la sua esperienza alla guida della NUV: “da amministratore della Nuova Università Valdostana ha accompagnato uno dei processi di trasformazione urbana più importanti degli ultimi decenni: la riconversione della caserma Testafochi e la nascita del polo universitario”.
Il Sindaco ha quindi tracciato un profilo personale e politico dell’ex leader socialista: “di Bruno Milanesio si potevano condividere oppure contrastare le posizioni e le scelte, ma difficilmente si potevano ignorare la lucidità delle sue analisi, la fermezza delle convinzioni e la capacità di alimentare il confronto. Il suo modo diretto di esprimersi e la sua inesauribile passione per la politica ne hanno fatto una presenza che non lasciava indifferenti”.
Con la scomparsa di Bruno Milanesio si chiude un’altra pagina importante della Storia politica regionale. Una figura spesso divisiva, talvolta controversa, ma che per oltre mezzo secolo ha contribuito ad animare il dibattito pubblico regionale, lasciando un segno profondo nella vita politica della Valle d’Aosta.




