Il tribunale di Aosta ha condannato a sette anni e sei mesi di reclusione un uomo di 58 anni, originario di Caltanissetta, accusato di aver abusato sessualmente del proprio padrone di casa in un’abitazione di Cogne.
La sentenza prevede anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e il risarcimento alla parte offesa, che sarà definito in sede civile. Il collegio giudicante ha tuttavia stabilito una provvisionale immediatamente esecutiva di 30 mila euro e il pagamento di 4 mila euro per le spese legali dell’avvocato della vittima.
Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe costretto il proprietario dell’abitazione a subire dodici rapporti sessuali tra l’estate del 2023 e il febbraio del 2024, utilizzando violenza, minacce e un atteggiamento di sopraffazione. La difesa ha invece sostenuto che gli episodi sarebbero stati solamente sei.
Nel corso della precedente udienza il Pubblico ministero Manlio D’Ambrosi aveva chiesto una condanna a 11 anni di carcere senza il riconoscimento delle attenuanti generiche, parlando di un quadro probatorio solido e di condotte vessatorie ai danni della persona offesa.
Il difensore dell’imputato – l’avv. Massimiliano Bellini – aveva invece chiesto l’assoluzione, sostenendo che il suo assistito soffrirebbe di una grave forma di schizofrenia che avrebbe inciso pesantemente sul suo comportamento. L’uomo viveva a Cogne con la moglie, anche lei inizialmente coinvolta nell’inchiesta e poi morta suicida in carcere.
Tra gli elementi centrali dell’indagine vi sono i filmati delle violenze, registrati dalle telecamere installate nella casa dallo stesso imputato e acquisiti dagli inquirenti. Le indagini dei Carabinieri hanno ricostruito una serie di episodi durati almeno per sei mesi, quando la vittima ha deciso di denunciare quanto era accaduto.




