“I risultati delle elezioni del 25 settembre evidenziano un quadro complessivamente negativo per chi opera per una società più attenta al mondo del lavoro, alle fasce deboli, ad una economia verde, ad una politica in grado di affrontare e risolvere i problemi della comunità”.
Lo scrive Rete Civica in una nota, all’indomani delle elezioni politiche tenutesi domenica 25 aprile, a seguito delle quali – a livello regionale – nessun candidato progressista è stato eletto a far parte del Parlamento. Nel periodo pre-elettorale, RC aveva espresso il proprio sostegno alle forze ambientaliste, solidariste ed europeiste, invitando a scegliere tra le candidature di Erika Guichardaz e Daria Pulz, candidate per Valle d’Aosta Aperta, e Patrik Vesan, candidato di Vallée d’Aoste.
Il problema principale, per Rete Civica, è stato quello dell’astensione, cresciuta a livello nazionale e regionale: infatti, “sommando astensioni, schede bianche e nulle, si arriva addirittura al dimezzamento circa degli elettori. Dato che indica una crescente distanza dalla politica, dai suoi metodi e dalle sue regole, che sono da riformare radicalmente e, del resto, le proposte non mancano”.
“Dal settembre 2022 – prosegue la nota – il mondo progressista valdostano non avrà più una persona di riferimento eletta nel nostro territorio. Certamente ci potranno essere interlocuzioni con parlamentari progressisti, ambientalisti e di sinistra eletti a livello nazionale, ma la mancanza di una persona del nostro territorio si farà sentire”.
Ad aver pesato negativamente nella vicenda elettorale nazionale e regionale per Rete Civica sarebbe stata la “cronica divisione fra i progressisti e più in generale in tutta la sinistra”. Infatti, nel collegio uninominale della Valle d’Aosta “ancora una volta non è stato possibile, come Rete Civica aveva auspicato, presentare agli elettori uno schieramento progressista unitario e credibile. Una unità che pure rimane essenziale se si vuole fare una politica incisiva che sappia dare risposte valide e lungimiranti alla comunità valdostana”.
Per Rete Civica, “c’è più che mai bisogno di un fronte progressista unito per accrescere le opportunità di lavoro, per puntare con maggiore decisione su una economia green, per un servizio sanitario più efficiente, per costruire una Valle d’Aosta del futuro in cui il turismo dovrà puntare di più sulla qualità ambientale e sui beni culturali, per contrastare il caro energia su cui la Regione non sta facendo quanto è necessario”.
Con l’apertura di questa nuova fase politica, a livello nazionale e regionale, sarà necessaria “una riflessione fra le forze che si considerano progressiste o di sinistra; altrimenti, se permarranno steccati divisivi e debolezze programmatiche, si sarà destinati ad un ruolo marginale e poco utile per l’intera comunità”, conclude il coordinamento di RC.




