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Tre ore per imparare a salvare una vita: al CRAL Cogne le simulazioni dei professionisti del soccorso

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di Redazione

Come comportarsi davanti a una persona priva di sensi? Quali informazioni fornire al 112? E cosa fare quando un’emergenza si verifica in montagna o sulla strada? Sono alcune delle domande affrontate venerdì 30 ottobre al CRAL Cogne di Aosta, durante l’incontro pubblico ’10 minuti per salvare una vita’, dedicato alle prime azioni da compiere nelle situazioni di emergenza.

Tre ore di formazione e dimostrazioni pratiche, con il coinvolgimento della Croce Rossa Italiana, della Centrale operativa 112/118, degli equipaggi dell’elisoccorso, dell’Unione Valdostana Guide di Alta Montagna e del Corpo valdostano dei Vigili del Fuoco. L’iniziativa ha coinvolto cittadini e giovani volontari attraverso tre scenari: un’emergenza domestica, un incidente in montagna e un intervento di soccorso stradale.

Le emergenze domestiche e l’importanza dei primi minuti

La prima simulazione, curata dai volontari della Croce Rossa Italiana Sébastien Carrel, Igor Bérriat e Chiara De Dea, ha riguardato il ritrovamento di una persona a terra apparentemente priva di sensi. I partecipanti hanno potuto osservare le procedure per verificare lo stato di coscienza e la respirazione, le manovre di rianimazione cardiopolmonare e l’utilizzo del defibrillatore semiautomatico. Particolare attenzione è stata dedicata anche al riconoscimento dei sintomi di infarto e ictus.

La chiamata al 112 e il funzionamento del defibrillatore

Il dott. Andrea Caglià, Direttore del 118 e del servizio di Elisoccorso della Valle d’Aosta, ha illustrato il funzionamento della centrale operativa attraverso la simulazione di due chiamate: una per un sospetto ictus e l’altra per una persona incosciente che non respira normalmente.

L’esercitazione ha mostrato quanto sia importante comunicare con precisione il luogo dell’emergenza, descrivere le condizioni della persona e seguire le indicazioni dell’operatore, che può guidare il cittadino nelle prime manovre in attesa dell’arrivo dei soccorsi.

Spazio anche alla normativa sull’utilizzo dei defibrillatori e alla presentazione di Val DAE, l’applicazione gratuita del 118 che permette di individuare i dispositivi presenti sul territorio e mette in collegamento cittadini e volontari disponibili a intervenire.

Il soccorso in montagna: dall’elicottero alla prevenzione

Il secondo scenario ha riguardato la gestione di un trauma grave in ambiente montano. Caglià, insieme all’equipaggio sanitario 118/HEMS, ha illustrato le procedure di valutazione e stabilizzazione del paziente, fino al trasporto in ospedale. È stata inoltre presentata l’organizzazione dell’elisoccorso valdostano, con un elicottero che può essere pronto al decollo in circa tre minuti dall’attivazione, compatibilmente con le condizioni meteorologiche e di sicurezza.

La dott.ssa Roberta Vittorangeli, medico e guida alpina dell’Unione Valdostana Guide di Alta Montagna, ha richiamato l’importanza della prevenzione: dalla consultazione delle previsioni meteorologiche alla scelta dell’attrezzatura, fino alla valutazione delle proprie capacità.

Incidenti stradali, la simulazione dei Vigili del Fuoco

L’ultima dimostrazione è stata affidata ai Vigili del Fuoco, che hanno simulato un incidente stradale con un automobilista intrappolato all’interno del veicolo. I soccorritori hanno illustrato le operazioni necessarie per mettere in sicurezza l’area, stabilizzare l’automobile e procedere all’estrazione del ferito attraverso attrezzature specifiche, in coordinamento con il personale sanitario.

Sono stati affrontati anche i rischi legati ai veicoli elettrici e ibridi, in particolare alle batterie ad alta tensione, che richiedono procedure di intervento dedicate.

Pamela Fini: «Il primo soccorso deve diventare una responsabilità civica»

A conclusione dell’iniziativa, Pamela Fini, coordinatrice del Comitato Tsamberlet, ha espresso soddisfazione per la partecipazione e per la collaborazione tra le diverse realtà del soccorso.

“È stata una rara e preziosa occasione per vedere riuniti i diversi corpi e le professionalità del soccorso, impegnati a collaborare in una serata di formazione che, attraverso simulazioni e dimostrazioni pratiche, ha permesso ai cittadini di conoscere da vicino competenze e procedure operative.

Desidero ringraziare tutti i professionisti, i volontari e i partecipanti, in particolare i giovani presenti. Credo che conoscere le manovre di primo soccorso non debba essere un’opportunità riservata a pochi bensì un obbligo per tutti i cittadini quello di frequentare corsi di formazione, poiché saper intervenire adeguatamente è prima di tutto una responsabilità civica”.

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