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Aosta, acqua non potabile. Fd’I attacca, il Sindaco Rocco: “anomalie localizzate, chiesta una relazione sulle cause”

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di Redazione

Torna ad accendersi lo scontro sull’acqua potabile ad Aosta dopo la nuova ordinanza di bollitura firmata ieri, 27 agosto, dal Sindaco Raffaele Rocco. Per la seconda volta nel giro di poche settimane, numerose zone della città sono interessate da limitazioni precauzionali nell’utilizzo dell’acqua del rubinetto, dopo che le analisi hanno rilevato non conformità microbiologiche con presenza – a seconda dei campioni – di Escherichia coli, enterococchi intestinali e batteri coliformi.

Il provvedimento interessa, tra le altre, Montfleury, Beauregard, Quartiere Dora, Porossan, Arpuilles, Bornyon, Excenex e Signayes. Una situazione sulla quale interviene – con una nota – Fratelli d’Italia Valle d’Aosta, che descrive “mezza città nuovamente senza acqua potabile e senza sapere per quanto tempo durerà questa situazione”.

Il partito ricorda di essere già intervenuto subito dopo i rilievi di contaminazioni ad inizio agosto, chiedendo formalmente chiarimenti al Comune, a SEV e all’USL sulle cause, sugli interventi e sulle possibili forme di ristoro: “risposte che chiaramente non sono arrivate e che torneremo a sollecitare. Evidentemente non è bastato”.

L’attacco si sposta quindi direttamente sulla Giunta: “(…) diciamo una cosa molto semplice: invece di perdere tempo dietro a polemiche inutili, comunicati stizziti e questioni che nulla hanno a che vedere con i problemi reali degli aostani, occupatevi seriamente dell’amministrazione della città”. Fd’I chiede ora di conoscere le cause delle contaminazioni, perché il problema si sia ripresentato a così breve distanza e se vi saranno ristori per cittadini e attività economiche.

Rocco: “non c’è ragione di estendere l’allarme all’intera città

Di segno opposto la posizione del Sindaco Raffaele Rocco, che invita a non generalizzare la portata delle non conformità e sottolinea il carattere precauzionale dell’ordinanza: ” al momento non vi sono ragioni per estendere l’allarme all’intera città. Le anomalie sono localizzate e con valori contenuti, gli interventi correttivi sono in corso”.

Dove tecnicamente possibile, SEV ha modificato l’alimentazione di una parte della rete collegandola ad altre fonti conformi, mentre sono in corso la disinfezione delle condotte e dei serbatoi interessati. Il problema più delicato riguarda il pozzo di Montfleury, che non può essere escluso dall’esercizio perché per la parte di rete interessata non sono disponibili fonti alternative.

“Dove non c’è una fonte alternativa – ed è il caso del pozzo – la bollitura è la protezione, chiedo ai cittadini di rispettarla con scrupolo”, chiosa il Primo cittadino. Proprio perché si tratta del secondo episodio nell’arco di poche settimane, il Comune ha chiesto al gestore una ricostruzione tecnica completa: “ho chiesto al gestore una ricostruzione completa delle cause, sull’intera filiera – spiega Rocco –, perché l’obiettivo non è solo revocare l’ordinanza il prima possibile, ma evitare che il problema si ripresenti”.

“Informeremo con la massima trasparenza sull’evoluzione della situazione – conclude il Sindaco – e revocheremo le limitazioni soltanto quando i risultati analitici e le valutazioni sanitarie avranno confermato il pieno ripristino della conformità”.

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