Si allarga il caso delle presunte vessazioni denunciate da alcuni agenti della Polizia penitenziaria in servizio alla Casa circondariale di Brissogne. Dopo le segnalazioni presentate nei confronti di alcuni superiori gerarchici, il sindacato OSAPP (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) chiede ora l’intervento diretto del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria.
In una nota il Segretario generale Leo Beneduci ha sollecitato “l’immediata attivazione di una ispezione straordinaria, approfondita e a tutto campo”, oltre all’intervento del capo del personale “affinché venga fatta piena luce su ogni circostanza emersa”.
“Fatti incompatibili con il ruolo di comando”
L’organizzazione sindacale definisce particolarmente gravi le accuse contenute nelle denunce presentate da alcuni appartenenti al Corpo.
“Quanto riportato nelle denunce presentate da diversi appartenenti alla Polizia penitenziaria è semplicemente sconvolgente. Se anche solo una parte di questi fatti dovesse trovare conferma, saremmo di fronte a comportamenti incompatibili con il ruolo e le responsabilità di chi è chiamato a dirigere personale dello Stato”, afferma Beneduci.
Secondo quanto riferito dall’OSAPP, le segnalazioni riguarderebbero presunte intimidazioni, pressioni psicologiche, umiliazioni e un utilizzo improprio degli strumenti di controllo nei confronti del personale.
Accertamenti estesi agli ultimi due anni
Il Sindacato richiama, inoltre, una precedente denuncia pubblica risalente a circa due anni fa, quando un appartenente alla Polizia penitenziaria aveva segnalato l’esistenza di un clima lavorativo definito tossico all’interno dell’istituto.
“Non può essere ignorato il fatto che, già due anni fa, un appartenente al Corpo avesse denunciato pubblicamente l’esistenza di un clima lavorativo tossico”, sottolinea ancora il Segretario generale dell’OSAPP.
Per questo motivo il Sindacato ritiene che gli eventuali accertamenti debbano riguardare un arco temporale più ampio: “gli accertamenti dovranno estendersi almeno agli ultimi due anni, verificando ogni segnalazione, procedimento, trasferimento e dimissioni”.




