È stato trasferito, alcuni giorni fa, nel carcere di Brissogne: Don Alì – all’anagrafe Alì Said – conosciuto sul web come il “capo dei maranza”. Il 24enne di origine marocchina si è da tempo distinto su Tik Tok per le violenze, gli eccessi e le intemperanze documentate sui social, che gli sono valse oltre 200mila follower.
Ma le ultime gesta – avvenute a fine ottobre – sono diventate un caso mediatico ed hanno infine fatto scattare l’arresto. Insieme a due complici, Alì Said ha atteso un insegnante davanti ad una scuola torinese per aggredirlo sia verbalmente che fisicamente. Nel video – prontamente condiviso sui social – si vedeva il giovane magrebino minacciare e vessare il maestro, accusandolo di aver maltrattato un piccolo alunno che sarebbe stato proprio nipote. Un episodio che ha scatenato fin troppo clamore, anche per l’influencer-maranza, posto in stato di custodia cautelare su disposizione della Procura di Torino ed ora in attesa di giudizio per atti persecutori.
Attesa che il 24enne trascorrerà presso la casa circondariale di Brissogne, dopo essere stato trasferito in settimana dal carcere torinese. Pare, infatti, che la fama non abbia portato fortuna in cella a Don Alì, richiedendo il trasferimento di struttura per tutelarne l’incolumità personale.
Il carcere di Brissogne invece si conferma un’istituto “cuscinetto” per il provveditorato nord-ovest, in cui dislocare casi problematici che altrove non sono propensi ad accettare.
Giuseppe Manuel Cipollone




