Nella giornata di ieri, la Camera dei Deputati ha dato il via libera al testo unificato della proposta di legge che introduce nuove misure di tutela per i lavoratori affetti da malattie oncologiche, croniche e invalidanti.
Il provvedimento, frutto della proposta n. 153 presentata dagli On. Debora Serracchiani, Franco Manes e Ilenia Marini, è stato sostenuto trasversalmente da tutti i gruppi parlamentari e introduce importanti garanzie per chi si trova a dover affrontare percorsi di cura complessi.
Tra le misure previste dalla legge:
- la conservazione del posto di lavoro fino a un massimo di 24 mesi per chi è affetto da gravi patologie;
- permessi retribuiti aggiuntivi per esami e cure;
- possibilità di accedere al lavoro agile durante le terapie;
- diritto a essere assegnati a mansioni compatibili con le proprie condizioni fisiche;
- integrazione delle commissioni ASL con la presenza di medici oncologi e psicologi nei casi di patologie tumorali.
Soddisfatto per l’approvazione della norma, il Deputato valdostano Franco Manes ha sottolineato l’importanza della tutela del diritto alla salute anche nell’ambito lavorativo: “è il riconoscimento che la malattia non può e non deve tradursi mai in isolamento, precarietà e abbandono“.
Durante la discussione in Aula, Manes ha richiamato l’articolo 32 della Costituzione, che tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività, ribadendo la necessità di garantire ai lavoratori in cura stabilità e sicurezza economica.
Il Deputato valdostano ha poi rilanciato l’impegno del Parlamento affinché si continui a lavorare su ulteriori tutele, con un’attenzione particolare alle donne affette da tumore al seno metastatico: “una malattia spesso invisibile e invalidante, che richiede percorsi terapeutici personalizzati e nuove misure di tutela sociale, lavorativa e sanitaria“, commenta.
Infine, Manes ha espresso soddisfazione per il clima di collaborazione che ha permesso di arrivare all’approvazione del testo: “è stata una bella pagina di politica. Questo provvedimento non rappresenta un privilegio, ma il riconoscimento di un diritto. Nessuno deve essere lasciato solo durante la malattia, e nessuno deve perdere il proprio lavoro per essersi curato“.




