Nonostante le rassicurazioni dell’Assessore alla Sanità Carlo Marzi, il mondo Pro Vita ha messo sotto mira il presunto tentativo da parte di alcuni educatori che seguivano dei minori in carico alla Neuropsichiatria infantile di portare questi ultimi alla parata dell’AostaPride.
“È gravissimo che il Reparto di Neuropsichiatria infantile dell’Ausl della Valle d’Aosta avesse programmato di portare i bambini in cura al Gay Pride di Aosta all’insaputa delle famiglie, come ha denunciato il Consigliere regionale della Lega Andrea Manfrin”, si legge in una nota a firma di Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita&Famiglia onlus.
“Un episodio grave che alla fine ha visto la presenza al Pride di una sola ragazza soltanto perché gli altri genitori si sono giustamente ribellati a questa follia. Ci auguriamo che la responsabile del Reparto di Neuropsichiatria infantile della Ausl, la dott.ssa Laure Obino, il Direttore generale dott. Massimo Uberti e il Direttore sanitario dott. Mauro Occhi, chiariscano la vicenda e individuino i responsabili di questo gravissimo abuso”, conclude Coghe.




