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Anche Coldiretti Vd’A al Brennero per smascherare i falsi “made in Italy”

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Formaggio Alpinella simile, nella forma, alla Fontina e proveniente dalla Germania. E ancora cosce di maiale dirette a Modena che rischiano di diventare prosciutti italiani, un tir carico di grano senza tracciabilità. Sono solo alcuni esempi del “fake in Italy” scoperti dalla Coldiretti al Brennero, dove oltre diecimila agricoltori sono giunti da tutta Italia accompagnati dai Presidenti e Direttori delle delegazioni, oltre che dal Presidente nazionale Ettore Prandini.

La Federazione della Valle d’Aosta era presente con una folta delegazione di agricoltori, giovani imprenditori e dirigenti insieme al Direttore Elio Gasco, alla Responsabile donne Sara Manganone, al Presidente regionale pensionati Fulvio Borbey e al Presidente regionale Terranostra Valle d’Aosta Valter Artaz. L’iniziativa mirava fermare, con il supporto delle Forze dell’Ordine, i tir carichi di prodotti alimentari provenienti dall’estero.

Una mobilitazione alla frontiera del Brennero che si è tenuta tra lunedì 8 e martedì 9 aprile scorsi per dire stop all’invasione di cibo straniero, spesso venduto come nazionale. Di concerto, si tenuto anche l’avvio di una grande raccolta di firme per promuovere una proposta di legge di iniziativa popolare che porti a estendere l’indicazione dell’origine in etichetta su tutti i prodotti in commercio nell’Unione Europea.

Coldiretti ha denunciato come, negli ultimi dieci anni, le importazioni di cibo straniero siano aumentate del 60% raggiungendo il valore record di 65 miliardi di euro. Prodotti che spesso provenienti da Paesi che non rispettano le stesse regole di sicurezza alimentare e ambientale richiesti ai produttori italiani.

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