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Fine vita, Cappato fa l’agenda in Consiglio Valle: “sulla proposta di legge, no a scontri ideologici”

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di Martina Branco

Una proposta di legge per normare l’accesso al “fine vita” sancito da una sentenza della Corte Costituzionale, così viene presentata l’iniziativa – dal titolo ‘Liberi subito’ – dalle Consigliere di PCP Erika Guichardaz e Chiara Minelli. L’impulso è partito dall’associazione ‘Luca Coscioni’ – guidata dall’ex radicale Marco Cappato – che ha spiegato quanto è capillare a livello di istituzioni locali e regionali, su tutto il territorio nazionale, l’azione in funzione dell’approvazione di questa iniziativa.

L’obiettivo è approvare una norma regionale che definisca in modo preciso le modalità di accertamento richiesti all’Usl da parte del paziente che vuole di esercitare l’opzione di terminare la propria vita. Perché la richiesta venga accolta, infatti, dovrebbe rispettare dei requisiti sanciti dalla sentenza costituzionale ‘Cappato-Antoniani’: capacità di autodeterminazione, vivere una patologia irreversibile, soffrire di sofferenze fidiche o psicologiche intollerabili ed essere dipendenti da trattamenti di sostegno vitale.

“Non si tratta di estendere una platea, o dei diritti, in tema di fine vita, infatti abbiamo già incassato degli appoggi importanti come nel caso dell’Assessore Caveri”, dice Erika Guichardaz, che sottolinea a più riprese come l’iniziativa sia di carattere strettamente operativo.

“Si tratta ad esempio di stabilire il tempo in cui l’Usl dovrà garantire l’accertamento dell’idoneità all’accesso al diritto al “fine vita”, nella proposta di legge è posto a 20 giorni”. Ma l’esponente di PCP non chiude le porte a cambiamenti: “abbiamo già avuto delle interlocuzioni, come nel caso di Rassemblement Valdotain, per valutare la possibilità di apportare degli emendamenti”.

Ed è proprio l’attivista Marco Cappato ad aggiungere: “non è una questione ideologica, spero non lo diventi in Consiglio regionale. Se il Consiglio regionale lo trasformerà in uno scontro fra ideologie non se ne farà nulla, se invece si entrerà nel merito del testo sarà l’occasione per attuare un diritto già costituzionalmente sancito”.

Parole echeggiate anche dall’altro esponente del PCP in Consiglio Valle, Chiara Minelli, che puntualizza un messaggio apparentemente diretto all’ala sinistra del Governo regionale: “noi non abbiamo voluto mettere una bandierina su questa iniziativa, come qualcuno ha sostenuto. Abbiamo invece raccolto un invito che arrivava da un’associazione e dalla società civile”.

Ma nonostante le rassicurazioni dei relatori, sarà difficile che – su un tema come questo – l’etica rimanga alla finestra. E in Consiglio Valle lo scontro è destinato a polarizzarsi. O forse ancora più facilmente, ad insabbiarsi.

Martina Branco

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