In occasione dell’ultimo incontro della scuola politica della Lega Vallée d’Aoste – tenutosi venerdì 29 settembre – è arrivata come ospite e relatore l’europarlamentare Isabella Tovaglieri, iscritta al gruppo ‘Identità e Democrazia’ del parlamento dell’Unione Europea.
Tanti i temi affrontati dalla deputata UE – insieme alla segreteria regionale del Carroccio – di fronte ad una platea di una quarantina di simpatizzanti e militanti, a partire da una onda di conformismo che proprio dall’Unione Europea starebbe investendo il vecchio continente.
“C’è un’ondata di conformismo davvero pesante: chiunque la pensi diversamente dal pensiero unico è additato come razzista, sessista e via discorrendo” – anticipa la Tovaglieri, che però ribadisce la sua posizione europeista. “L’idea di Europa era caratterizzata dall’unità nella diversità, ma spesso purtroppo si vedono dei diktat difficili da comprendere. Io sono europeista, ma l’Europa sta annientando le diversità. Speriamo in un cambiamento di maggioranza dopo le prossime elezioni, se vincessero le formazioni di centrodestra europee si potrebbe avviare un percorso più attento alle necessità reali dei cittadini e meno alle questioni di pura ideologia”.
Nell’intervento della Tovaglieri, spazio anche ai tanti dossier su cui l’UE pare andare in ordine sparso: “sulle politiche in merito all’approvvigionamento delle materie su cui si dovrebbe pensare come una sola voce, l’Europa è inesistente. Non abbiamo una politica estera comune, inoltre”.

“Ci vuole un Europa che faccia in modo che nessuno vada in ordine sparso, come sul tema della politica migratoria in cui l’Italia è abbandonata a se stessa – continua la deputata europea. O ancora sulla poltica energetica, non esiste una strategia se non le direttive fortemente ideologiche che rischiano di spezzare l’economia del Paesi con un forte settore automobilistico: la direttiva che impone lo stop ai motori endotermici nel 2035 è già passata, il risultato è che distruggiamo le nostre aziende dell’automotive, poi compreremo sia le auto elettriche che quelle a combustione dalla Cina”.
I danni di anni in cui qualsiasi tentativo di richiamare alla necessità di produrre energia e approvvigionarsi di materie prime in modo più indipendente era definito con disprezzo “sovranista” li stiamo pagando ora, rincara la Tovaglieri: “se dicevi che dovevamo avere delle funzioni strategiche nazionali ci davano dei sovranisti, poi è scoppiata la guerra in Ucraina e abbiamo visto cos’è successo”.
Gli altri temi trattati sono stati le direttive sulle case green, dove l’UE avrebbe dato il “peggiore degli esempi di antidemocrazia”, bocciando migliaia di emendamenti – presentati anche dalle associazioni di categoria – solo perché presentati dall’opposizione. In ultimo, un accenno è alla politica agroalimentare, impossibile non pensare al Nutriscore: “è una battaglia storica e culturale – dice la Tovaglieri. Quando si cerca, sfruttando i canali di comunicazione più importanti, di boicottare il cibo tradizionale a favore di modello alternativo di cibo non è più una questione di gusti, ma di un’imposizione di un modello che potenzialmente può distruggere intere filiere. I principali destinatari di questi messaggi sono i giovani. Se mangi i grilli sei una persona green, ma non è così”.




