L’Istituto storico della Resistenza prova gettare acqua sul fuoco, dopo lo scoppio del caso del mancato distaccamento di personale per Vilma Villot da parte dell’assessore all’Istruzione J.P. Guichardaz. La nota diffusa dall’ente a firma del presidente Corrado Binel, però, rischia di essere una toppa peggio del buco.
Nella nota si legge: “l’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in Valle d’Aosta ha preso visione dell’articolo apparso sul quotidiano ‘La Stampa’ e di alcune reazioni che esso ha suscitato. Si tratta di una situazione complessa e delicata sulla quale l’Istituto si esprimerà a tempo debito in modo approfondito e inequivocabile. Per ora ci limitiamo a salutare i numerosi messaggi di solidarietà che esprimono il sentimento dell’intera società civile valdostana in tutte le sue componenti e in tutte le sue sensibilità politiche e culturali”.
In nessun passaggio, infatti, viene smentito lo scenario ventilato dal giornalista Enrico Martinet, ovvero di una possibile e imminente dimissione in blocco del direttivo dell’ente. Una comunicazione, dunque, che pare segnare uno scenario di guerra aperta fra Istituto e assessore, che fa il paio con le dichiarazioni decisamente belligeranti di J.P.Guichardaz.
La nota l’Istituto Storico di Resistenza – prima di un ringraziamento sentito alla presidenza della Regione, alias all’intervento di Renzo Testolin – si avvia alla conclusione con un’altra sfumatura polemica: “ben oltre fatti incresciosi e scelte politiche discutibili, la Valle d’Aosta saprà ristabilire corretti rapporti tra le istituzioni nel reciproco rispetto, nel dialogo e nella concertazione come metodo ineludibile, nel rispetto dell’autonomia non negoziabile dell’Istituto storico della Resistenza che dal 1974 rappresenta un presidio e un elemento costitutivo dell’autonomia e della democrazia valdostana nata dalla Resistenza”.




