A poche ore dal Conseil Fédéral unionista che, sulla carta, deciderà le sorti della presente consiliatura regionale, ancora molte sono le nubi che si addensano sull’accordo di governo. Dopo una prima fase in cui l’accordo di governo con la Lega VdA sembrava cosa fatta, tutto è rallentato dopo la dura reazione – quasi un rigetto – che tale ipotesi ha ricevuto dalla base del Leone Rampante.
Ma si sa, spesso, ciò che esce dalla porta, rientra dalla finestra. Così l’ipotesi di un accordo Lega/UV non è mai declinata completamente, anzi resta fra le opzioni che andranno in votazione durante il parlamentino unionista di stasera a Fénis. I termini dell’accordo prevederebbero uno schema 6 a 4, con la maggioranza degli scranni dell’esecutivo – compresi i Presidenti del Consiglio e di Regione – che permarrebbero in casa autonomista. Viste le insistenze della prima ora del Carroccio su una perfetta parità in Giunta, il piatto per la Lega sarebbe più magro del previsto ma comunque ritenuto accettabile.
A questa ipotesi però se ne è affiancata un’altra, che nelle settimane ha preso quota: l’ingresso in maggioranza di Pour l’Autonomie. L’idea non dispiace a molti, Rollandin fa ancora incetta di cuori fra la base unionista. La mossa sarebbe più indigesta a certi alfieri dell’UV che ai militanti. Il programma e i valori, peraltro, sono percepiti dall’UV come i più affini. Inoltre, questa prospettiva avrebbe il vantaggio di non scombinare troppo gli equilibri dell’esecutivo, dovendo fare posto ad un solo assessore in quota Pl’A. Certo però che numeri alla mano, per la tenuta del Governo, lo scenario non sarebbe del tutto rassicurante nel lungo periodo.
Infine, vi è una terza ipotesi che sarà posta sul tavolo. Nata e sedimentatasi dopo l’all-in dello stratega Leonardo La Torre, anche l’idea di rimanere con una maggioranza a 18 – concedendo un assessorato a Claudio Restano – è tornata in pista. Rimane probabilmente l’ipotesi meno probabile, ma considerando che poche settimane fa era percepita come “fantascienza”, il solo fatto di esser tornata a galleggiare è già un risultato.
Da questi tre scenari dovrebbe uscire la soluzione al rebus, in ordine di probabilità. Oggi alle 13:00 si dovrebbe tenere una riunione fra vertici, preliminare al Conseil Fédéral di questa sera annunciato come decisivo. La consapevolezza è che il countdown è in scadenza, dall’empasse politica è necessario uscire.
Ma sullo sfondo matura l’idea (proibita) di chi ha capito che menare il can per l’aia potrebbe anche convenire. L’elezioni anticipate, si sa, non piacciono al partito trasversale di chi sospetta – a ragione – di non poter essere rieletto. Però in casa unionista si rafforza la convinzione che le elezioni porterebbero un bonus di seggi, che andrebbero sottratti proprio a chi oggi rivendica il maggior tributo di scranni per giungere ad un accordo. La Storia è piena di occasioni in cui l’epilogo più remoto – e al momento tale rimane – è diventato poi quello reale.
Giuseppe Manuel Cipollone




