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Ambiente, qualità dell’aria: in Valle d’Aosta cala l’allerta Nichel, ma l’ozono si fa sentire

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di Redazione

Il quadro della qualità dell’aria in Valle d’Aosta per il 2025 restituisce un’immagine nel complesso rassicurante, ma non priva di zone d’ombra. Secondo l’ultimo rapporto annuale diffuso dall’ARPA – la situazione complessiva della regione è definita “buona” – con un segnale particolarmente positivo sul fronte dei metalli pesanti.

Allarme nichel alle spalle

Il dato più rilevante riguarda la netta inversione di tendenza per il nichel. Se nel 2024 la sua presenza aveva destato attenzione, i rilevamenti dell’ultimo anno mostrano una “sensibile diminuzione” dei valori, riportando il parametro ampiamente entro i limiti di sicurezza. Ottime notizie anche per gli altri inquinanti classici: polveri sottili (Pm10 e Pm2.5), benzene e benzopirene continuano a rispettare rigorosamente le normative vigenti su tutto il territorio regionale.

La criticità: l’ozono e l’effetto “Pianura Padana”

L’unica vera nota dolente resta l’ozono, che si conferma l’inquinante più difficile da arginare. La situazione più critica è stata registrata nella stazione di Donnas, dove i livelli hanno superato il valore obiettivo fissato per la protezione della salute umana.

Secondo gli esperti dell’ARPA, in particolare la Bassa Valle subisce un fattore esterno: l’influenza del trasporto degli inquinanti dalla Pianura Padana, che risalgono la valle concentrandosi nei comuni della bassa regione. Sebbene nelle altre stazioni di rilevamento si sia notato un incremento dei superamenti rispetto al 2024, la media triennale (parametro usato per valutare il rispetto della norma) risulta comunque rispettata ovunque, tranne appunto nel caso specifico di Donnas.

In sintesi, la Valle respira bene, ma la battaglia contro l’ozono – legata a doppio filo alle condizioni climatiche e ai flussi d’aria interregionali – rimane aperta.

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