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Politica e Istituzioni

Uv vs Rini "Non intendiamo ricevere lezioni di etica politica da chi non è un esempio di coerenza"

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"Non era intenzione del Comité Fédéral qumentare le tensioni in questo momento delicato della vita politica valdostana. Il procedimento avviato nell'autunno scorso, ha avuto naturali sviluppi in questi giorni, senza che la cosa fosse controllata dal movimento" così l'Union Valdotaine in merito alla querelle sul recupero dei versamenti politici, per 10.000 euro, che il Presidente del Consiglio Emily Rini avrebbe dovuto fare quando era una iscritta del Mouvement.

Poi rispondendo alla affermazioni di Rini l'Uv attacca "Non intendiamo ricevere lezioni di etica politica da chi non è un esempio di coerenza, e soprattuto da chi, parlando di operazione squallida, dovrebbe ricordarsi che, dopo aver usato il nostro movimento per essere eletta per la terza volta, ha pensato bene di abbandonare l'Union Valdotaine prima ancora della convalida della sua elezione. Per altro, Movimento il nostro, che, notoriamente, prevedeva già nel suo statuto il limite dei tre mandati".

Il procedimento di recupero del credito è stato avviato ad avviato ad ottobre-novembre dell'anno scorso ed  "è relativo a crediti che il movimento ha maturato nella scorsa legislatura, per i quali Rini si era impegnata a regolarizzare la sua posizione prima della sua candidatura alle elezioni regionali 2018. Quindi appare quanto meno inopportuno e fuori luogo parlare di ritorsione o mettere in mezzo alla discussione aspetti politici che nulla hanno a che vedere con la questione. Si tratta piuttosto di un atto dovuto che sarebbe andato avanti ovviamente a prescindere dalle scelte personali fatte".

Un accordo eccezionale concesso solo alla Rini "L'accordo sottoscritto nel maggio 2018 è un'eccezione che è stata concessa solo a Rini (altri candidati avevano una parte dell'indennità bloccata ma avevano onorato gli impegni precedenti) proprio per venirle incontro, a seguito delle note vicende della Corte dei Conti, e permetterle di essere candidata nella lista dell'Union Valdôtaine. A questo scopo non si è preteso che la posizione venisse regolarizzata prima della candidatura, come prevede il nostro statuto, ma si è accettato, in via del tutto eccezionale, un impegno a saldare il debito in seguito, con un accordo sottoscritto davanti ad un notaio".

"Dopo quasi due anni - aggiunge - dopo che il Movimento ha tentato la via bonaria, con proposta di rateizzazioni, senza risultato, si è deciso che era ormai un preciso dovere del Comité Fédéral far valere i diritti del movimento per via formale, per rispetto del Movimento stesso e di tutti i suoi iscritti e amministratori che onorano gli impegni assunti. Può essere questa ritenuta una vile ritorsione?" e conclude "Qualcuno può forse essere stupito del fatto che ci sia qualche iscritto al proprio movimento che crede nei principi dello stesso e che onora i propri impegni, e non usa lo stesso esclusivamente come un comitato elettorale. Fortunatamente l'Union Valdotaine, come in tutti gli altri movimenti, esiste anche questo".