“Ridurre il Convitto Chabod ad un semplice doposcuola vuol dire non conoscere il ruolo di questa Istituzione educativa”.
A scriverlo, in un comunicato congiunto, Area Democratica Gauche Autonomiste, Adu Vda, Movimento 5 Stelle e Rete Civica, in seguito alle “gravi parole espresse dall’assessore Caveri in risposta ad una interpellanza presentata dalla capogruppo di PCP, Erika Guichardaz”, discussa nel Consiglio regionale di giovedì 14 luglio.
Relativamente alle problematiche riscontrate all’interno del Convitto, l’Assessore all’istruzione, Luciano Caveri, aveva precisato: “Il Convitto Chabod, unico ente nel territorio regionale ad accogliere quali semi convittori i bambini frequentanti la scuola primaria, è stato invitato dalla Struttura regionale competente a presentare la richiesta di iscrizione all’elenco regionale dei soggetti organizzatori dei servizi di doposcuola e il progetto del servizio, al fine di consentire anche agli studenti della scuola primaria di poter beneficare dei voucher per il servizio di doposcuola”.
“La Delibera sul taglio dei voucher, che ha avuto in Commissione il voto favorevole di Lega e FP-PD, ha obbligato il Convitto ad accreditarsi come doposcuola e questo è il fatto più grave”. Con la Delibera dello scorso giugno cui fa riferimento la capogruppo di PCP, infatti, “sono stati approvati i nuovi criteri per l’erogazione dei voucher per la frequenza di convitti per il prossimo anno scolastico escludendo la scuola primaria del Convitto”.
Escludere dalla possibilità di erogazione dei voucher gli alunni della scuola primaria vorrebbe dire “risparmiare 30.000 euro, ma colpire le famiglie più fragili e i semiconvittori della scuola primaria che rappresentano il ‘settore giovanile’ dell’istituzione e che hanno contribuito, in questi ultimi 10 anni, a raddoppiare gli iscritti complessivi del Convitto”, denunciano nella nota AD, Adu, M5S e RC.
Che proseguono: “anche l’eventuale esternalizzazione della cucina ventilata dall’Assessore e le scelte di reclutamento del personale potranno avere conseguenze sulla qualità del servizio. Sul fronte del reclutamento del personale educativo e equiparazione delle due classi di concorso (L18-L19) si è perso più di un anno e così, anche per il prossimo anno scolastico, chi è in possesso della Laurea in Scienze dell’Educazione non potrà accedere alle graduatorie del personale educativo”.




