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Economia e Lavoro

Sì Pasqua all'estero, ma in Italia tutto chiuso - il Presidente di Adava esprime indignazione

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Il Presidente Adava Filippo Gérard è intervenuto in seguito ad una del Ministero dell’Interno che ha confermato la possibilità di recarsi all’estero per turismo durante la Pasqua, nonostante la maggior parte delle regioni italiane siano state messe in zona rossa.

Durissimo il commento il commento di Gérard che sarcastico scandisce: “Il buon senso c'era, ma se ne stava nascosto per paura del senso comune. Con il sistema turistico ricettivo del nostro Paese ormai allo stremo e non trovando più degli aggettivi adeguati per esprimere l’indignazione del nostro settore, lascio che sia un famoso aforisma di Alessandro Manzoni a commentare l’assurdità di tale notizia".

Infatti non è ben comprensibile la logica seconda la quale si restringono in modo energico le libertà di spostamento dentro i confini patrii e regionali, ma si lascia sostanzialmente aperta la possibilità di muoversi fra Paesi diversi. Una vera e propria "beffa" quella vissuta dalle attività del settore turistico, che già da tempo lamentavano "la totale inadeguatezza delle misure compensative di aiuto alle imprese previste nel decreto sostegni"

"A livello regionale questa logica è ancora più difficile da capire -continua Filippo Gérard- visto che con enormi sacrifici abbiamo dovuto rinunciare ad un’intera stagione invernale, tenendo chiusi gli impianti di risalita e le nostre strutture, per poi, proprio nel momento più critico (...), venire a sapere che ci si può tranquillamente spostare per raggiungere un aeroporto e prendere un aereo per trascorrere le vacanze pasquali all’estero". E aggiunge: "Se è vero che le persone vaccinate o con tampone negativo sono a basso rischio di contagio, è altrettanto vero che questo principio vale sia per chi decide di prendere il sole su una spiaggia a Palma di Maiorca, sia per chi voglia invece fare una passeggiata o un’escursione con le ciaspole in Valle d’Aosta".