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Salute, avviato uno screening per l’epatite C nel carcere di Brissogne

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di Redazione

È iniziato lo screening per l’epatite C rivolto ai detenuti della casa circondariale di Brissogne. Lo comunica l’USL della Valle d’Aosta, che sta effettuando questa azione di prevenzione sanitaria in collaborazione con la direzione sanitaria dell’istituto penitenziario.

Lo screening è rivolto all’intera popolazione carceraria e rappresenta – spiega l’USL – “un passaggio fondamentale nel percorso di individuazione precoce e trattamento dell’infezione da Hcv, con l’obiettivo di arrivare alla sua completa eradicazione”.

Per il Direttore sanitario della casa circondariale, Antonio Trogu, “la riorganizzazione e il potenziamento dei servizi sanitari nel carcere rappresentano una delle principali sfide attualmente in atto”. In questo quadro, aggiunge il dottore, “lo screening per l’epatite C fa parte di una serie di azioni mirate all’introduzione di standard di cura adeguati anche in un contesto complesso come quello carcerario”.

Sull’iniziativa è intervenuto anche il direttore sanitario dell’USL, Mauro Occhi: “diagnosticare e curare persone che sono di fatto ai margini dei percorsi sanitari consente di bloccare la trasmissione virale e contribuire al target dell’eliminazione dell’infezione in Valle d’Aosta”. .

Il programma si inserisce nelle strategie regionali di sanità pubblica finalizzate al controllo e all’eliminazione dell’epatite C, anche in contesti considerati più difficili dal punto di vista assistenziale.

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