“Dopo tanto travaglio, fumo, sommovimenti impressionanti la montagna ha partorito un topolino. Non è stato deciso nulla, solo un tirare a campare, con una crisi che dura da oltre un anno e che non viene assolutamente risolta“. Ricorre alla favola di Esopo Rete Civica, per commentare i risultati raggiunti ieri dal Conseil Fédéral unionista.
Rete civica giudica “pessimo” il modus operandi unionista, dacché – per la componente del Progetto civico progressista – “si sono esplorate ipotesi disparate ed inverosimili e non si è voluta neppure prendere in considerazione l’unica strada che era praticabile e coerente con gli accordi postelettorali dell’ottobre 2020“.
“La crisi – si legge nella nota – è nata nei primi mesi del 2021 dal rifiuto del capogruppo regionale Uv e di altri esponenti unionisti di dare attuazione al Programma di governo concordato fra Pcp e Autonomisti. Il disegno era di rompere con Pcp e di lavorare per una intesa con la Lega. Dopo oltre un anno tale disegno si è clamorosamente concluso con un nulla di fatto“.
Rete Civica si aspetta ora “una qualche ammissione di responsabilità da parte di chi si è opposto a proseguire la collaborazione con Pcp ed ha determinato uno scenario di instabilità che ancora permane“.
“Negli ultimi giri di incontro la delegazione unionista ha sentito tutti i gruppi salvo quello di Pcp. Un motivo c’è. Pcp chiedeva e chiede decisioni coerenti su programmi concordati, gli altri solo posti di potere“, conclude Rete Civica.




