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Processo coppa del Mondo di sci, la Cassazione chiude il caso: ricorso della Procura inammissibile

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di Redazione

Si chiude definitivamente il procedimento giudiziario sui lavori realizzati per la pista italo-svizzera della Coppa del mondo Zermatt-Cervinia. La Corte di Cassazione ha, infatti, dichiarato inammissibile il ricorso della Procura di Aosta contro le assoluzioni pronunciate nei precedenti gradi di giudizio.

Diventa così definitiva l’assoluzione perché “il fatto non sussiste” per Federico Maquignaz, Presidente e AD di Cervino s.p.a., per il suo predecessore Herbert Tovagliari, oltre che l’operatore della pala meccanica che aveva eseguito gli scavi Christian Dujany e il Presidente del comitato organizzatore Franz Julen.

Lo scorso febbraio anche la Corte d’Appello di Torino aveva dichiarato inammissibile il ricorso della Procura, depositato contro la sentenza di primo grado del Tribunale di Aosta.

L’inchiesta riguardava i lavori effettuati sul ghiacciaio per la realizzazione della pista destinata alle gare di Coppa del mondo di sci alpino tra Zermatt e Cervinia, competizioni previste nel 2022 e nel 2023 ma mai disputate a causa delle condizioni meteorologiche.

Secondo l’accusa era stato realizzato senza autorizzazione uno scavo trasversale alla lingua del ghiacciaio lungo circa 330 metri e largo otto, in violazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio relativo a opere eseguite in assenza o difformità dell’autorizzazione paesaggistica.

Gli imputati erano difesi dagli avvocati Corrado Bellora e Federico Fornoni, che – in una nota – chiudono la vicenda: “le sentenze dei giudici di Aosta, Torino e Roma dimostrano la piena liceità e correttezza dell’attività dei rappresentanti di Cervino s.p.a. e degli organizzatori della gara di Coppa del mondo di sci, che si sono sempre mossi nel pieno rispetto della legalità”.

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