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Ponte di Introd, oltre 1.200 firme contro le barriere: “così si compromette un simbolo del territorio”

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di Redazione

Ha superato le 1200 adesioni in appena dieci giorni la petizione dal titolo ‘Salviamo il Ponte di Introd’, nata per chiedere la rimozione delle barriere antisuicidio recentemente installate sul ponte della strada regionale della Valsavarenche.

I promotori hanno incontrato martedì 26 maggio il Presidente della Regione Renzo Testolin, alcuni componenti della Giunta e i Sindaci di Introd, Rhêmes-Saint-Georges, Rhêmes-Notre-Dame e Valsavarenche per esporre le proprie richieste. Al confronto hanno partecipato anche gli Assessori Davide Sapinet, Carlo Marzi ed Erik Lavevaz.

Secondo i promotori, le 1240 firme raccolte dimostrano come il malcontento non riguardi soltanto i residenti della zona: “un terzo dei firmatari proviene da fuori Valle: proprietari di seconde case, turisti affezionati al territorio, persone che conoscono e amano Introd e il suo ponte”, spiegano.

Al centro delle critiche c’è l’impatto delle nuove strutture sul valore paesaggistico e architettonico del ponte. “Tutti concordano sul fatto che l’intervento realizzato ne abbia compromesso il valore e ritengono che queste barriere non risolvano il problema per cui sono state installate”, sostengono i promotori.

L’incontro a Palazzo regionale, durato quasi due ore, non avrebbe però portato ai chiarimenti attesi: “ci aspettavamo risposte puntuali che non sono arrivate. Anche sulla presunta provvisorietà dell’opera le spiegazioni non sono state convincenti”.

Durante il confronto sarebbe emerso che le barriere attualmente installate rappresentano solo una fase iniziale di un progetto più ampio di riqualificazione dell’area, ancora da definire. Nello scenario più favorevole, una loro eventuale sostituzione potrebbe arrivare tra il 2029 e il 2030. Una prospettiva che il comitato giudica inaccettabile: “è un lasso di tempo improponibile. Una provvisorietà che rischia di diventare definitiva”.

I promotori ricordano, inoltre, che la Regione aveva stanziato nel luglio 2025 un contributo di 400 mila euro al Comune di Introd per interventi legati alla prevenzione dei gesti anticonservativi e alla valorizzazione turistica dell’area del Pon Nou e del Pon Viou, ma – ad oggi – l’Amministrazione comunale non avrebbe ancora presentato alcun progetto concreto.

Un punto di convergenza sarebbe, invece, emerso sul piano della comunicazione: “c’è stato accordo sul fatto che la totale assenza di comunicazione abbia contribuito a creare malumore e incomprensioni”, spiegano, chiedendo ora un incontro pubblico aperto alle comunità delle vallate interessate.

Nel comunicato viene segnalato anche il tema della viabilità. Dall’installazione delle barriere sarebbero stati registrati tre episodi che hanno coinvolto mezzi pesanti: due urti contro le strutture e un camion costretto a una lunga retromarcia che avrebbe bloccato il traffico per diversi minuti.

“Ci chiediamo cosa accadrà in estate, quando il traffico aumenterà con la stagione turistica, fondamentale per l’economia delle nostre valli”, concludono i promotori della petizione.

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