La morte di Umberto Bossi avvenuta ieri, 19 marzo 2026, ha segnato la fine di una stagione politica e il lungo legame con la Seconda Repubblica. A ricordarlo anche l’Union Valdôtaine che, però, non risparmia una nota polemica alla Lega Vallée d’Aoste, sottolineando la fine dell’idea federalista a livello del dibattito nazionale.
“Una stagione che ha avuto il merito di riportare al centro del dibattito nazionale il tema delle autonomie e del rapporto tra territori e potere centrale”, sottolinea il movimento autonomista, richiamando anche i legami storici tra le prime esperienze della Lega e il contesto valdostano.
Nel testo si evidenzia come “le origini di quel percorso parlavano anche alle nostre realtà”, citando i rapporti con Bruno Salvadori e l’UV. Secondo l’Union, quel percorso si è progressivamente esaurito: “oggi, quella stagione appare definitivamente archiviata. Al federalismo ha progressivamente preso il posto il sovranismo: una visione che, anziché rafforzare i territori, tende a ricondurre tutto a una dimensione centrale”.
Per il movimento autonomista la scomparsa dell’ex leader leghista “segna dunque non solo la fine di una figura, ma la chiusura di un capitolo”, lasciando aperta la questione di un’Italia “che non è mai diventata davvero federale”.
“Oggi le bandiere si abbassano, ma non per nostalgia – conclude la nota – piuttosto per ricordare che senza una visione autentica delle autonomie, il Paese rischia di perdere il legame con i suoi territori”.




