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Il Comitato per la Riforma Elettorale tira le fila: “raccolte oltre 1000 firme in più del necessario”

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di Redazione

Ieri pomeriggio, martedì 24 maggio 2022, si è tenuta la seconda conferenza stampa del Comitato per la Riforma Elettorale (CRE) dopo la raccolta firme inerente alla proposta di un referendum consultivo.

Gabriella Poliani – volto e promotrice del comitato – ha aperto la conferenza ringraziando i giornalisti che hanno dato visibilità all’iniziativa e alle forze politiche che hanno sostenuto il Comitato.

L’obiettivo è stato raggiunto e le aspettative – sottolinea la Poliani – ampiamente superate. Lo sforzo del comitato ha prodotto ottimi risultati raccogliendo, in tre settimane, 3363 firme a fronte delle 2063 richieste per indire il referendum.

“È stata una crescita esponenziale, nella prima settimana abbiamo 800 firme, nella seconda 900 e nella terza 1500 firme. Mano a mano che si diffondeva l’informazione di questo progetto i firmatari venivano a noi, è stata una cosa bellissima che ci ha entusiasmato. Le firme sono arrivate in maniera omogenea da tutto il territorio rispetto alla densità della popolazione locale, questo è il segno di un diffuso bisogno e una reale domanda di cambiamento”, dice Gabriella Poliani. La quale poi aggiunge: “La tensione che abbiamo percepito nella gente che si avvicinava ai nostri banchetti è diretta da un lato alla mancanza di rispetto in merito all’esito elettorale della tornata elettorale attuale e delle precedenti e dall’altro una rabbia legata al tradimento del simbolo con cui si è stati eletti, per i continui cambiamenti di posizione all’interno del sistema del consiglio. L’incapacità di trovare soluzioni ai problemi di questo momento storico, il tema della sanità, l’istruzione, il lavoro, la gente percepisce l’inattività della politica sui problemi reali delle persone.” La Poliani sottolinea poi come si percepisca da parte del popolo una paura per il futuro, anche se, guardando al risultato dell’iniziativa, filtra ottimismo riguardo alla volontà di provare a cambiare lo stato di cose per tentare una modifica al sistema elettorale. 

Un altro dato significativo è stato l’omogeneità di genere, il numero di firme raccolte della popolazione maschile e femminile è stato pressoché lo stesso. Buona la risposta anche dei giovanissimi: “da parte loro c’è l’idea che stanno arrivando tantissime risorse per il proprio futuro e salvaguardare anche l’ambiente in cui vivono, rendendoli attenti alle azioni che la politica mette in campo”, conclude la promotrice del referendum.

Il referendum consultivo sarà richiesto per la prima volta in Valle d’Aosta, “un avvenimento storico e istituzionale” sottolinea Elio Riccarand “Oggi pomeriggio abbiamo depositato le firme, alcune potrebbero essere annullate se dovessero essere doppie o non autentiche, ma il margine è ampio e non c’è un rischio di invalidazione.”

Gli uffici avranno ora avranno 25 giorni di tempo per verificarne la regolarità, spetterà poi all’Assemblea esprimersi sul referendum consultivo e successivamente la palla passerà al Consiglio regionale, a cui competerà la decisione finale e la scelta del quesito da porre.
“Le forze politiche dovrebbero sostenere questa iniziativa, si tratta di capire, attraverso il referendum, qual è l’indirizzo della popolazione. Siamo bloccati da dieci anni sulla riforma elettorale, è bene che la popolazione si esprima.” aggiunge Riccarand. 

Nel frattempo in Consiglio regionale è arrivata una seconda proposta di legge, depositata da Forza Italia Vda, giudicata positivamente dal CRE, anche se “si sono svegliati un po’ tardi”. Raimondo Donzel come “molti rappresentanti di Forza Italia avevano già firmato per il nostro referendum. È un contributo necessario per il dibattito politico che sarà successivo al referendum, la palla deve passare ai cittadini che hanno il diritto di doversi esprimere.”. Un’ulteriore domanda a cui bisogna rispondere è quella della corretta rappresentanza di genere rendendo doveroso un adeguamento in tal senso.

Il Comitato ipotizza che per settembre i cittadini potrebbero essere chiamati a votare per cambiare il sistema elettorale attuale e introdurne uno che consenta l’elezione diretta della maggioranza e del presidente o, in caso contrario, mantenere in vigore quello attuale. Il referendum non necessiterà di un quorum, sarà dunque fondamentale la partecipazione della popolazione.

Sabrina Olibano

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