Con la nuova ordinanza che sostituisce quella del 3 maggio scorso sono riattivate alcune professioni “A seguito di una serie di valutazioni fatte a livello sanitario che in questo momento ci confortano – ha detto il Presidente della Regione Renzo Testolin durante la Conferenza Stampa di aggiornamento sulla fase 2 – sono previste modifiche per l’attività delle guide alpine, estendendola a varie attività a favore dell’amministrazione pubblica in ambito di nivologia, verifica delle situazioni idrogeologiche e disgaggio di neve in quota. Inoltre sarà possibile l’ultimazione dei corsi per aspiranti guida. Avevamo chiesto l’avvio dell’attività delle guide alpine almeno con un cliente ma l’Unità di crisi ha preferito rimandare di almeno una settimana”.
Da domani si potranno poi svolgere alcune attività all’aria aperta e legate alla montagna e al tempo libero “Anche per affidare i giovani a istruttori di mountain bike o accompagnatori natura con gruppi fino a quattro persone – ha continuato il Presidente – l’attività sportiva individuale si potrà fare in alcune strutture come i campi da golf, maneggi, pesca sportiva, il tiro con l’arco e il tennis, senza l’utilizzo degli spogliatoi”.
Per quanto riguarda il benessere animale è previsto il via all’addestramento sportivo e di accompagnamento e sarà consentito l’accesso a canile e gattile.
È anche prevista la riapertura per piccole attività artigianali, con non più di tre persone, che lavorano legno, vetro, ceramica e carpenteria metallica, comprese le botteghe scuola.
Sulla riapertura dei confini regionali invece rimane tutto fermo “Al momento c’è impasse sulla riapertura dei confini interregionali – ha detto Testolin – sarà una riapertura che dovrà avere una connotazione a livello nazionale. Per noi è fondamentale riaprire i confini, non possiamo pensare di ripartire senza flussi da altre regioni. Sui confini internazionali abbiamo posto la questione ma per ora non c’è stata risposta. Noi vogliamo creare presupposti per dare delle risposte coerenti ai bisogni della popolazione. Ci sono settori che devono ripartire come la cura alle persone, la ristorazione, la somministrazione di bevande, che hanno bisogno di regole chiare e tutelanti”.
La Giunta regionale della Valle d’Aosta sta inoltre esaminando un piano di rientro nelle scuole che non esclude il ritorno in classe a maggio e per tutto giugno, ma che guarda anche a settembre “Occorre tenere in considerazione l’aspetto sociale e il ruolo della scuola per le famiglie che devono ripartire – ha detto l’Assessore all’Istruzione Chantal Certan – non conosco le situazioni delle scuole nelle altre regioni ma in Valle d’Aosta l’80% delle classi (ovvero 820 su oltre 1.100) ha meno di 20 alunni, ci sono scuole di montagna con un rapporto insegnante-alunni da uno a tre a uno a cinque. Le condizioni sono particolari, quindi è possibile pensare di prevedere un rientro con orari e numeri ridotti. A tal proposito una prima bozza del Piano di rientro, con un protocollo sanitario, è all’esame del Governo regionale”.




