La battaglia aperta da PCP sulla gestione di CVA segna un nuovo capitolo. In una conferenza stampa convocata a Palazzo regionale, le due rappresentanti in Consiglio Valle – Erika Guichardaz e Chiara Minelli – sottolineano a più riprese i tentativi della società di sottrarsi al controllo regionale.
A finire nel mirino, da un lato, le recenti nomine al vertice della controllata CVA EOS s.r.l., che secondo il gruppo politico non rispetterebbero la normativa di riferimento contenuta nella l.r. 20/2016. Dall’altro PCP pone sul tavolo una questione strategica di più ampio respiro, ovvero i confini incerti della governance aziendale – e delle relative controllate – vista la natura di società a socio unico nonché pubblico. Per Progetto Civico Progressista, infatti, CVA è una società oramai ibrida, nata pubblica ma che ha abbracciato un modello di governo e una autonomia decisionale del tutto simile ad una società privata. Un’anomalia da sanare, a detta delle Consigliere, anche in vista del giro di boa rappresentato dal rinnovo delle concessioni idroelettriche.
Per sostenere tali posizioni, Minelli e Guichardaz hanno commissionato un ulteriore parere legale al giurista e avvocato cassazionista, dott. Giovanni Maria Caruso. Un parere che – conferma l’avvocato – risponde affermativamente ai quesiti posti da PCP.

Innanzitutto PCP ha chiesto all’esperto se in caso di conflitto tra la legge regionale 20/2016 e le linee guida approvate dalla Giunta nel 2022 (in particolare sulle procedure di nomina dei dirigenti apicali delle società controllate da CVA), prevalesse la prima fonte normativa. Risposta affermativa dal dott. Caruso, che specifica: “l’esclusione della società partecipata CVA dal procedimento è sicuramente in contrasto con quanto affermato dalla legge regionale che richiama espressamente l’applicabilità della suddetta disciplina non solo rispetto a CVA, ma anche delle società controllate”.
Secondo il giurista in virtù del suo mandato di tutela di interessi eminentemente pubblici, CVA non può sottrarsi – neanche attraverso la costituzione di società controllate – da una funzione di coordinamento e controllo da parte del socio unico, ossia la Regione Valle d’Aosta.
A tal proposito, il secondo quesito posto da PCP invece chiedeva se l’emissione da parte di CVA di un bond sul mercato azionario permettesse a quest’ultima – appunto – di non considerarsi più soggetta ad un coordinamento regionale. In questo caso, il dott. Caruso è orientato verso la negazione dell’ipotesi, in quanto l’emissione di bond sul mercato non cambia l’assetto azionario e di controllo della società medesima.
Una materia, però, che lo stesso avvocato in diverse occasioni sottolinea come scivolosa e fondamentalmente incerta. In un precedente parere, infatti, il dott. Caruso aveva evidenziato come la normativa di riferimento sarebbe in diversi passaggi contraddittoria, imponendo il controllo pubblico della società ma contemporaneamente tentando di allentarne i vincoli de facto.




