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Consiglio Valle, le “Case green” dell’UE fanno discutere. Manfrin (Lega): “risparmi dei valdostani in pericolo”

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di Martina Branco

La direttiva UE sulle ‘Case green’ tiene banco in Consiglio Valle, questa mattina 4 aprile. L’Assemblea regionale ha dinfatti iscusso una mozione del gruppo Lega Vd’A sul tema, per poi respingerla – dopo una votazione a scrutinio segreto – con 11 astensioni, 9 contrari e 15 favorevoli.

In particolare, la Lega chiedeva al Consiglio Valle di esprimere la propria contrarietà alla direttiva europea conosciuta come ‘Case green’, nonché al Governo regionale di comunicare questa contrarietà presso la Conferenza delle Regioni. Il testo della mozione, inoltre, invitava i parlamentari valdostani – ovvero l’unionista Franco Manes e la leghista Nicoletta Spelgatti – a non recepire il documento europeo.

I commenti in aula

“Cina, Stati Uniti e India sono responsabili del 51% delle emissioni di Co2 del mondo, mentre l’Ue emette l’8% e l’Italia lo 0,9% – ha attaccato in Consiglio Valle il Capogruppo del Carroccio, Andrea Manfrin -. Gli immobili sono responsabili, nel loro complesso, dello 0,32% delle emissioni italiane e la direttiva Case green vorrebbe portare a una riduzione di una piccola parte di queste. Per arrivare ad un risultato nei fatti microscopico, tra il 2028 e il 2050, nella nostra regione sarebbero necessari ingenti investimenti per gli edifici pubblici e privati, con costi indicativi stimati per un totale di 130 milioni per i circa 1.300 edifici pubblici e una cifra infinitamente più ampia per le abitazioni private (…). Bisogna intervenire in maniera chiara e netta dicendo ai valdostani che la loro casa è in pericolo e i loro risparmi anche: l’Europa dei burocrati sta armeggiando alla porta per penetrare nelle nostre abitazioni come un ladro e rifilarci una patrimoniale mascherata, recepire una direttiva di questo genere è impensabile”.

Risponde il Presidente della Regione, Renzo Testolin, che prova a stemperare i toni: “i numeri hanno sempre una doppia lettura che cambia a seconda di chi li legge. Dobbiamo cogliere gli aspetti positivi della direttiva e cercare di mitigare quelli che lo sono meno, limitandone gli impatti sul tessuto socio-economico della nostra regione”.

“La direttiva – ha continuato il Presidente – ha una sua logica che, nel tempo, è stata anche condivisa da questo Governo con investimenti per il sostegno di iniziative per l’efficientamento energetico di strutture pubbliche e private, attraverso l’introduzione di mutui, che hanno generato un percorso virtuoso di risparmio energetico. Gli Stati europei devono poi essere in grado di recepire il documento con l’acutezza e la sensibilità necessarie nei confronti dei territori, in modo da non penalizzarli. Questa Amministrazione porterà l’attenzione dovuta all’evoluzione della situazione, anche nei tavoli di confronto a livello nazionale (…)”.

Martina Branco

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