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Cronaca

Bancarotta fraudolenta al Casinò - Incaricati i periti per analizzare i bilanci

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I tre periti incaricati dal gip Giuseppe Colazingari di valutare i bilanci della Casinò de la Vallée spa dal 2011 al 2017 nell'ambito dell'inchiesta per bancarotta fraudolenta sulla gestione della società relazioneranno il 9 luglio 2020.

L'incarico è stato conferito oggi nella prima udienza dell'incidente probatorio, chiesto dai pm Luca Ceccanti ed Eugenia Menichetti.

"Abbiamo ricevuto ora l'incarico, quindi dobbiamo studiare", ha detto ai cronisti Enrico Laghi (ordinario di Economia aziendale alla Sapienza di Roma), commissario di Alitalia ed ex commissario di Ilva. Se ne occuperà con Vittorio Dell'Atti (direttore del dipartimento di studi aziendali e giusprivatistici dell'Università degli studi di Bari Aldo Moro) e Michele di Marcantonio (professore associato di Economia aziendale nello stesso ateneo barese).

Hanno nominato dei propri consulenti gli indagati, per  Di Matteo sono Alberto Arrigoni (già commissario straordinario del Casinò a metà anni novanta) e i professori Gianluigi Gola e Nicola Maglietta mentre il commercialista Simone Calcagno è il perito della difesa di Lorenzo Sommo.

"La nostra posizione - ha detto il professor Luigi Puddu, consulente insieme a Cristian Raineri delle difese dei tre ex sindaci - è che non c'è alcun intento fraudolento. I bilanci erano tutti chiari, tutto era documentato nelle note esplicative, dappertutto. Tutti erano informati, e le imposte anticipate sono da esporre in bilancio quando sono legate alla posizione delle perdite di esercizio. Tanto più che le perdite non si chiudono entro un periodo di tempo limitato ma possono essere riportate all'80 per cento e quindi non c'è un problema da questo punto di vista. Secondo noi il collegio sindacale ha tenuto un comportamento corretto e professionale nell'impostazione dei bilanci". 



Alla base della bancarotta ipotizzata dalla procura c'è un dissesto causato, secondo la procura, sia dai 3 milioni e 488 mila euro di consulenze attribuite da Di Matteo sia dal presunto falso in bilancio contestato agli altri indagati (l'esposizione - indebita per l'accusa - nei bilanci 2012, 2013, 2014 e 2015 di imposte anticipate per, rispettivamente, 7.940.784 euro, 16.565.145 euro, 22.516.743 euro e 23.974.946 euro).