Con 25 “sì” il Consiglio comunale di Aosta ha approvato la revoca della scuola di Tsambarlet, ideata come ‘polmone’ per consentire la ristrutturazione delle altre sedi scolastiche superiori di Aosta e trasformatasi poi in sede definitiva di due istituti.
Nonostante i 25 voti favorevoli, due “no” sono arrivati dai consiglieri di Forza Italia: “Il nostro voto è contrario. Siamo seriamente preoccupati di un passaggio, l’ultimo, che è evidenziato nella delibera della giunta regionale“, spiega Renato Favre. Il passaggio cui fanno riferimento i consiglieri azzurri è il seguente inciso che si legge nell’atto: “Pur non potendosi escludere a priori un contenzioso”, in relaziona al quale Favre ha espresso la propria preoccupazione: “Da tempo si parla di queste imprese che hanno investito denaro e che magari reclameranno anche dei danni“.
Sulla revoca, Fi si è detta comunque favorevole. Favre: “Constato la soddisfazione di tutti per il felice esito di questa vicenda. Dodici anni fa il Comune approvò di dare gambe a questo accordo di programma, era ora di chiudere questa farsa. Nel frattempo, le necessità sono cambiate e dopo 12 anni ci si è accorti che c’erano altre soluzioni“.
Soddisfazione anche dalla Lega, con il capogruppo Sergio Togni a spiegare: “Esprimo viva soddisfazione per la decisione. La scelta di abbandonare edificio scolastico come Maria Adelaide in pieno centro avrebbe portato il rischio che rimanesse una sorta di relitto, di scheletro per anni, era assolutamente una scelta sconsiderata. La linea era già allora sollecitare la Regione a trovare una soluzione alternativa”.
Dalla maggioranza, Pippo Varisella ricorda: “Come Alliance Valdôtaine siamo sempre stati contrati a questa scelta. La ‘scuola polmone’ sarebbe costata 25 milioni, la nuova scuola prefabbricata di viale Federico Chabod, pur avendo un numero di aule e di palestre inferiori, è costata 5-6 milioni. Non c’era proporzione nei costi ed è sempre stata una scelta imposta dalla Regione: la Regione decide, il Comune si adegua. Questo ne è un classico esempio”.




