Con un’interrogazione a risposta immediata, presentata nella seduta consiliare di ieri, 11 luglio, il gruppo della Lega Vallée d’Aoste ha esortato l’approvazione di una nuova legge quadro regionale che vada a disciplinare il coordinamento e le procedure in caso di eventi emergenziali maggiori, come le alluvioni.
“In questi giorni la nostra regione è stata colpita da eventi calamitosi di grande portata che hanno causato danni a tutti i settori produttivi: dalle attività commerciali e turistiche a quelle agricole e di allevamento – ha esordito il Vicecapogruppo del Carroccio, Erik Lavy -. Interroghiamo il Governo per sapere se abbia in programma di aggiornare l’attuale legge quadro sulle emergenze soprattutto per quanto riguarda la parte di intervento a sostegno in favore delle aree e dei soggetti colpiti“.
Il Presidente della Regione, Renzo Testolin, ha replicato che una legge regionale in materia esiste già, si tratta della 5/2002. La legge “disciplina le attività di previsione, prevenzione e superamento dell’emergenza di eventi calamitosi ed è proprio sulla base di questa norma che è stato decretato lo stato di calamità su tutto il territorio regionale (decreto n. 304/2024). La norma di riferimento generale è contenuta nel Codice di Protezione civile (d.lgs n. 1/2018) che disciplina la possibilità di deliberazione dello stato di emergenza da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri”.
Il Presidente ha anche aggiunto: “Il 3 luglio scorso abbiamo richiesto al Capo Dipartimento della Protezione civile nazionale l’attivazione della procedura di riconoscimento dello stato di calamità. La decretazione non è automatica e deve essere accompagnata da un sopralluogo valutativo, in corso da martedì e che si è concluso oggi, dei funzionari del Dipartimento che analizzano la situazione e i dati sui danni suddivisi in diverse categorie. L’istruttoria si concluderà con un parere dei funzionari al Capo Dipartimento che riferirà direttamente al Ministro competente per portare l’istanza in Consiglio dei ministri. Quindi, le leggi di riferimento sono già presenti e utilizzabili, forse da adattare in qualche parte ma tracciano un percorso completo delle fasi emergenziali. I successivi di interventi di sostegno finanziario sono invece il frutto di riflessioni effettuate e modellate sui singoli casi di specie“.
Una risposta che ha soddisfatto solo parzialmente il Consigliere Lavy, che a sua volto ha ribadito: “parlando con vari Amministratori locali è emersa l’esigenza di avere una legge strutturale per garantire risposte più efficienti soprattutto per quanto riguarda il ristoro, non solo dei danni materiali ma anche dei mancati guadagni che colpiscono le attività economiche in queste situazioni extra ordinarie. Il contesto attuale è caratterizzato da una serie sempre più ricorrente di eventi avversi e anche il Ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, ha espresso la necessità di cambiare il metodo di approccio alla fase post emergenziale“.




