Un’importante operazione di controllo ha interessato la Casa circondariale di Brissogne, dove la Polizia penitenziaria ha scandagliato l’istituto. L’intervento – concluso nella giornata di mercoledì 5 agosto – ha visto l’impiego di quasi 100 agenti della Polizia penitenziaria, provenienti dagli istituti del Provveditorato regionale e affiancati dalle unità del Servizio Cinofili. Le squadre hanno eseguito una perquisizione straordinaria, ispezionando sezioni detentive e locali comuni dell’istituto penitenziario.
L’operazione ha consentito di individuare e sequestrare diversi oggetti vietati: tra questi figurano armi bianche di fabbricazione artigianale, un coltello a serramanico e un cellulare, che secondo gli agenti sarebbe stato utilizzato per mantenere contatti non autorizzati con l’esterno.
Il commento del del SiNAPPe
A commentare l’esito del blitz è il SiNAPPe (Sindacato Nazionale Autonomo Polizia Penitenziaria), che parla di una “grande prova di forza e professionalità del Corpo”. Il Vicesegretario regionale Matteo Ricucci ha sottolineato come l’operazione abbia dimostrato “il senso del dovere” del personale impegnato nelle attività di controllo, evidenziando al tempo stesso la necessità di continuare a rafforzare gli organici e dotare gli istituti di strumenti sempre più moderni.
Anche il Segretario nazionale del SiNAPPe, Raffaele Tuttolomondo, ha rimarcato l’importanza del materiale rinvenuto, osservando che il ritrovamento di armi e telefoni “significa aver sventato potenziali pericoli gravissimi per l’incolumità degli operatori e della collettività”.
Il Sindacato, però, non manca di tornare a chiedere maggiori investimenti nella sicurezza degli istituti penitenziari, attraverso nuove assunzioni, sistemi di schermatura contro i telefoni cellulari e dotazioni tecnologiche più avanzate.




