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Elezioni: sulla rappresentanza valdostana in UE, l’UV e AV-Vd’A Unie giocano la carta del costituzionalista

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di Redazione

Sul finale della campagna elettorale per le elezioni europee, l’Union Valdôtaine e Alliance Valdôtaine-VdAUnie provano a uscire dall’angolo, rispondendo alla critica ricorrente di non aver espresso un candidato autonomista.

La carta è già conosciuta: un parere legale chiesto ad un costituzionalista, il prof. Giovanni Guzzetta, ben noto in Valle d’Aosta per essere stato in prima linea – sempre a fianco della maggioranza dell’epoca – per supportare il referendum costituzionale (poi fallito) voluto da Matteo Renzi.

“Abbiamo deciso di ribadire – e lo annunciamo non a caso alla fine della campagna elettorale delle Europee – l’incostituzionalità della vigente normativa sulle elezioni del Parlamento europeo. Per questo, come gruppi consiliari di Union Valdôtaine e Alliance Valdôtaine-VdAUnie abbiamo chiesto un parere al costituzionalista Giovanni Guzzetta”, si legge in una nota congiunta dei movimenti.

Secondo l’UV e AV: “(…) nella legge in vigore e sin dal primo testo del 1979 si evidenzia una situazione di lesione dei diritti dei valdostani attraverso meccanismi che non ci tutelano affatto e creano un vulnus per la nostra comunità che va sanato”.

Per queste ragioni i movimenti annunciano che tenteranno la via giudiziaria, con un’istanza alla Corte Costituzionale, vista l’impossibilità di ottenere una rappresentanza valdostana nel Parlamento europeo seguendo una via politica.

Si legge, infatti, in conclusione della nota: “avvieremo subito dopo il voto un percorso che ci auguriamo consenta alla Corte Costituzionale di esprimersi, assicurando alla Regione un pieno diritto di rappresentanza presso il Parlamento europeo”.

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