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“La caccia non è da criminalizzare”: la Lega ha proposto una serata a tema, ospite l’On. Bruzzone

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di Martina Branco

“Il cacciatore non è un serial killer di animali, ma una figura importante che contribuisce al mantenimento dell’equilibrio faunistico dei territori”. Questo il messaggio al centro degli incontri ‘Caccia e allevamento, le sfide del presente alla luce delle Direttive europee e delle modifiche alla legge 157/92’ organizzati dalla Lega Vallée d’Aoste nella giornata di sabato 24 febbraio.

Ospite dei due incontri di Verrès e Arvier, insieme al Consigliere regionale Christian Ganis,  l’On. Francesco Bruzzone, responsabile del Dipartimento caccia della Lega a livello nazionale. “La situazione nel mondo faunistico dal 1992 ad oggi è notevolmente cambiata”, ha esordito l’On. Bruzzone. “Gestire il mondo venatorio così come avveniva nel 1992, quando è stata emanata la legge che regola la caccia, non è oggi più possibile”.

L’On. Francesco Bruzzone è infatti relatore di una proposta di legge per modificare la legge 157/92. Una proposta che ha suscitato notevole interesse nel mondo ambientalista e su cui il Fatto Quotidiano ha lanciato una raccolta firme online per abolirla. “Nessuno vuole sparare tutti i giorni come è stato inopportunamente riportato da alcuni quotidiani – ha chiarito Bruzzone -. Semplicemente si dà l’opportunità alle singole Regioni di regolare autonomamente il calendario venatorio e di farlo tramite legge in modo da non essere sempre soggetti a ricorsi al Tar che bloccano l’attività venatoria a fronte comunque dei pagamenti dei cacciatori”.

A influire sui cambiamenti del mondo venatorio è stata, a detta dei relatori, anche la ricomparsa del lupo sul territorio nazionale. “Sono state diverse le iniziative che il Gruppo Lega ha presentato in Consiglio regionale sulla questione lupo, oltre ad essere stati fra i promotori della legge per la gestione del lupo in Valle d’Aosta” ha spiegato il Consigliere del Carroccio Christian Ganis. “Più volte abbiamo segnalato che i dati sul numero dei lupi nella nostra Regione non sono esatti. A dircelo sono i numeri dei caprioli che sono diminuiti notevolmente dal 2018 ad oggi e non di certo a causa dei cacciatori”. 

Dati confermati dai numerosi cacciatori presenti in sala e anche dall’On. Bruzzone “ci dicono che ci sono tremila lupi su tutto il territorio nazionale, ma dai censimenti dei cacciatori sono tremila solo sul territorio piemontese”.

Con il lupo – ha aggiunto poi Bruzzone – dobbiamo convivere, non essere sudditi. In questo momento invece, a causa della propaganda animalista che non permette contraddittorio, ne siamo succubi. Il problema è che questi lupi stanno diventando sempre più confidenti e vanno a creare disequilibri nel mondo faunistico. In Liguria una signora ha subito ferite perché teneva in braccio il cane per proteggerlo da un lupo che si era intrufolato in un centro abitato”. 

Gli animalisti da salotto – ha concluso l’On. Bruzzone – si stracciano le vesti per l’ipotesi di abbattere un lupo ma non hanno nulla da dire sulle mucche sbranate come se queste non fossero anch’esse animali e come se dietro a un allevamento non ci fossero la fatica e il sudore di allevatori che sacrificano ogni giorno la loro vita per portarci in tavola la carne e il latte che ogni giorno mangiamo”.

Martina Branco

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