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Idonei ma la graduatoria non scorre: “incidente” sul Concorso Polizia 2020, c’è anche un caso valdostano

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di Martina Branco

C’è anche un valdostano tra i numerosi aspiranti allievi agenti della Polizia di Stato, provenienti da tutta Italia, che hanno segnalato all’attenzione delle istituzioni il mancato scorrimento della graduatoria che li vedeva in lizza per l’assunzione.

Al centro delle contestazioni vi è il bando di concorso per 1650 allievi agenti della Polizia di Stato, indetto con Decreto del Capo di Polizia risalente al 29 gennaio 2020. In 800 fra i partecipanti – tra cui anche un aspirante poliziotto valdostano – hanno superato la prova scritta, risultando così idonei nella graduatoria, successivamente approvata dal Direttore Centrale del Ministero dell’Interno il 16 novembre 2021 successivo.

In linea generale, le graduatorie per il reclutamento del personale nelle amministrazioni dovrebbero rimanere in vigore per due anni dalla loro approvazione. Nel caso specifico, quindi, la graduatoria degli idonei al concorso avrebbe dovuto rimanere valida fino al 16 novembre 2023. Almeno questo è ciò sostengono le centinaia di esclusi e beffati in quello che – sulla carta – sembra un caso di conflitto amministrativo tipicamente italiano.

Il casus belli nasce il 29 settembre 2022 quando, senza prima procedere con lo scorrimento della graduatoria summenzionata, è stato indetto un altro concorso pubblico per altri 1188 posti sempre per allievo agente della Polizia di Stato. E poi un altro ancora, indetto in data 7 luglio 2023, sempre con oggetto l’assunzione di 1650 allievi Agenti della Polizia. In sostanza, due nuovi bandi di concorso indetti anche se una selezione nel 2020 era già stata avviata.

Ma non è tutto: nel giugno del 2023 è stato richiesto e approvato lo scorrimento totale delle graduatorie relative ai due bandi successivi al 2020, oltre ad un ulteriore sblocco che, se concesso, porterà all’assunzione di circa 2.000 candidati in totale. Tutti assunti, quindi, meno che gli aspiranti poliziotti di quel bando datato 2020, che ora si dicono indignati e dimenticati. Candidati che adesso sottolineano “la disparità di trattamento” e lamentano di esser stati esclusi, nonché beffati in quanto molti di essi – trascorso il tempo – non hanno più i requisiti anagrafici per ritentare un nuovo concorso.

Il caso valdostano

Tra questi vi è anche Antonio, 28enne aostano che, fin da bambino, sognava di indossare la divisa blu: “non abbiamo nemmeno trent’anni e purtroppo, al contrario delle nuove generazioni che possono usufruire di un concorso all’anno, la mia generazione ha avuto solamente due occasioni per accedere in Polizia, nel 2017 e nel 2020, dal momento che non si facevano concorsi aperti ai civili da fine anni ‘90”, ha spiegato Antonio alla nostra redazione.

“Mi sono impegnato a fondo per realizzare questo mio desiderio – continua il giovane – . Per me non si tratta solo di un’aspirazione professionale, ma di una vera e propria vocazione: quella divisa rappresenta per me il fatto di aiutare gli altri, garantire loro sicurezza e protezione, operare sul territorio al fine di assicurare ai cittadini legalità e giustizia. La stessa giustizia che adesso rivendichiamo a gran voce, chiedendo lo scorrimento totale della nostra graduatoria, relativa al concorso bandito nel 2020, a parità di diritti e opportunità rispetto a coloro che hanno sostenuto i concorsi successivi, essendo l’uguaglianza un principio fondante della nostra Costituzione”.

Il caso, dunque, è di quelli contorti: il rischio è che centinaia i ragazzi che nel 2020 si trovarono ad affrontare un concorso ostico – sia sotto il profilo economico e sociale a causa dei disagi e delle complicazioni dovute alla pandemia, sia sotto il profilo dei requisiti posti dal bando – ora vedano il proprio sogno infrangersi per sempre. Un sogno nel quale, nonostante tutto, non hanno ancora smesso di credere.

L’intervento dell’ADP – Autonomi di Polizia

L’organizzazione sindacale ADP – Autonomi di Polizia è intervenuta nelle scorse settimane evidenziando all’attuale Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, la carenza di personale che “grava (…) non solo sui carichi di lavoro dei poliziotti, ma anche sulla stessa sicurezza che la Polizia di Stato dovrebbe garantire”.

Al centro della richiesta, infatti, vi è la condizione di salute del personale di Polizia, costretto a turni pesanti per sopperire alla carenza di personale. Questa situazione genera malcontento nel personale di Polizia, esponendoli ad un potenziale ‘rischio burnout’ a causa della stanchezza fisica e mentale e degli innumerevoli fattori stressogeni a cui gli agenti sono chiamati quotidianamente a far fronte.

Per il Consigliere Nazionale e Segretario Generale ADP Polizia, Alessandro Congiu, “con i concorsi previsti per l’anno 2023 e 2024, anche se al 100% delle assunzioni, il Ministero non potrà garantire il gap standard previsto dalla Legge. Solo gli scorrimenti di tutte le graduatorie permetterebbero di sanare il deficit degli organici”. Il Sindacato ADP della Polizia – continua la nota – “si batterà sempre per far fronte alla carenza degli organici e per le assunzioni straordinarie attraverso gli scorrimenti delle graduatorie ancora vigenti”.

E intanto il caso – nato sotto Governi precedenti – torna in Parlamento, con un’interrogazione presentata da due Deputati, Casu e Mauri, in cui si chiede di “risolvere al più presto quella che appare essere a tutti gli effetti una vera ingiustizia, nei confronti degli idonei del concorso per il reclutamento di 1.650 allievi agenti della polizia di Stato del 2020”.

Un’ingiustizia che rischia di penalizzare tanti giovani a cui il destino sta strappando le proprie aspirazioni lavorative in modo davvero beffardo.

Martina Branco

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