Il Progetto Civico Progressista prova a punzecchiare il governo regionale sull’elezione a sopresa della dott.ssa Manuela Ceretta a nuovo rettore dell’Università della Valle d’Aosta. Il movimento di sinistra ha infatti espresso scetticismo nei confronti della scelta, che vede soccombente il rettore uscente Mariagrazia Monaci.
Durante la seduta del Consiglio Valle odierna, il PCP ha chiesto conto della nomina alla massima carica di ateneo. In particolare,il movimento di sinistra ha voluto conoscere le motivazioni per le quali “si è ritenuto di non confermare la precedente rettrice, candidata nella terna proposta dal Senato accademico”, nonché le modalità di voto.
Il botta e risposta
Il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha rifsposto all’interrogazione riferendo le modalità di voto: “i componenti il Consiglio dell’Università con diritto di voto sono 14 e l’organismo ha stabilito all’unanimità di procedere con votazione palese. Erano presenti 11 componenti del Consiglio su 14 e 8 si sono espressi a favore, uno ha votato contro e due si sono astenuti”.
Poi spazio ad una valutazione politica: “ci sembra più corretto rappresentare i motivi per cui si è determinata una scelta, piuttosto che soffermarsi sul contrario. I componenti della terna presentata dal Senato accademico possedevano tutti caratteristiche di professionalità, esperienza e competenza tali da essere ugualmente meritevoli per ricoprire la carica di rettore dell’UniVdA. Per quanto concerne la specifica scelta effettuata, si sono individuate nella professoressa Ceretta le giuste caratteristiche al fine di consentire al nostro ateneo di poter crescere con equilibrio e condivisione in entrambi gli ambiti in cui lo stesso opera: tendendo verso una auspicata crescita dell’offerta formativa legata al territorio e con una sempre maggiore attenzione alle opportunità di sviluppo, anche passando attraverso rinnovati contatti e nuove collaborazioni che possano ulteriormente marcare la vocazione bilingue dei percorsi di studio. Inoltre, è stata recepita l’interessante opportunità di voler rendere l’Università parte integrante del tessuto sociale valdostano, fruibile da tutta la popolazione, anche non scolastica: una sfida non scontata e dettata dalla volontà di giungere a una sempre più ampia condivisione per far conoscere, nel segno della partecipazione, il nostro Ateneo, il suo ruolo e le sue potenzialità, favorendone lo sviluppo e un rinnovato senso di appartenenza“.
Risposta che pare non aver convinto Chiara Minelli che ha replicato: “il ricorso al voto palese mi ha stupita molto perché, mi risulta, che in tutti gli atenei l’elezione del rettore avvenga con voto segreto. Un sistema singolare quello scelto in Valle, considerato che, tra gli aventi diritto al voto, ci sono docenti e studenti dell’ateneo che poi avranno a che fare con il futuro rettore”.
Poi l’endorsement di PCP alla Monaci, rettore uscente: “le motivazioni elencate per la scelta della professoressa Ceretta sono piuttosto deboli e generiche, a fronte di una situazione di miglioramento del clima universitario avvenuto con l’elezione della professoressa Monaci – dopo anni travagliati -, nel periodo in cui il presidente Testolin faceva parte della giunta Fosson e la rettrice fu nominata “per i suoi legami col territorio e la volontà di instaurare legami di massima collaborazione con tutti gli organi locali”. Senza nulla togliere alla professionalità della professoressa Ceretta, ritengo che scegliere un docente esterno all’ateneo sia discutibile e opinabile: in vent’anni la nostra università avrebbe dovuto acquisire capacità di autogoverno, senza dover dipendere da soggetti esterni, e aver acquisito una gestione matura dei rapporti interni. La professoressa Ceretta penso manterrà il suo incarico a Torino, quindi non potrà seguire a tempo pieno l’UniVdA. Il potenziamento della francofonia avrebbe potuto essere perseguito senza cambiare rettore, dal momento che il nostro ateneo ha attualmente al suo interno le professionalità necessarie. A mio avviso, questa, ha tutta l’aria di una defenestrazione. Forse non si è gradita la dichiarazione della professoressa Monaci che rivendicava l’autonomia dell’UniVdA anche rispetto all’amministrazione regionale, sua azionista di maggioranza“.




