Risponde subito il consigliere regionale leghista della Valle d’Aosta, nonché primo firmatario della legge Anti-Dpcm, Andrea Manfrin, dopo aver letto le dichiarazioni del ministro della giustizia Alfonso Bonafede, e la sua volontà nel voler impugnare la legge votata oggi in consiglio regionale.
“E’ evidente che il ministro Bonafede non conosce i più regolari passaggi di come si impugna una legge, dato che la norma non è ancora stata pubblicata” esordisce il consigliere regionale Andrea Manfrin. “Inoltre, intendo sottolineare che abbiamo fatto questa legge simile a quella di Bolzano, proprio perché in Sud Tirolo esiste ancora oggi e nessuno l’ha mai contestata, quindi, è evidente che impugnare la nostra è una grande disparità di trattamento, ovvero denota l’esistenza di due pesi e due misure tra le due regioni. Poi secondo me questo denota anche in Bonafede la sua scarsa considerazione della montagna e della Valle d’Aosta, nonostante la presenza in Giunta e in Consiglio Valle di suoi alleati di Governo.
La legge ad oggi non è ancora stata pubblicata, e farà il suo normale iter, e dal momento che verrà pubblicata in gazzetta ufficiale sarà oggetto di vaglio del consiglio dei ministri, che potrà decidere se impugnarla o meno. Per quanto riguarda noi della Lega, posso dire che la difenderemo in qualsiasi sede e in ogni luogo, e spero che lo facciano anche gli altri consiglieri regionali di altri partiti che l’hanno votata, che oggi hanno espresso di condividere gli stessi principi”.




