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Viabilità, la rivelazione shock di AN24: “con il limite a zero km/h, in città -100% degli incidenti”

di Giuseppe Manuel Cipollone

di Giuseppe Manuel Cipollone

Oramai è un mantra, ripetuto costantemente, in parte per ragioni politiche in parte per ragioni ideologiche: abbassare il limite di velocità in città a 30 km/h porterebbe dei benefici in termini ambientali, nonché nel numero di incidenti stradali che avvengono in ambiente urbano. Almeno secondo le associazioni ambientaliste di sinistra, che oggi possono vantare un rapporto privilegiato con la Giunta comunale del capoluogo.

Ad Aosta chi prende posizioni nette a tal riguardo è l’associazione ‘Fiab à Vélo’, che ha di recente rinnovato il proprio direttivo eleggendo Presidente Giancarlo Bertero. Un’associazione che può essere definita l’ispiratrice della filosofia che sottende le “svolte green” (difficile definirle ambientaliste) volute per la viabilità del capoluogo dalla presente Giunta, come avvenuto per la contestata pista ciclabile o per il taglio dei posteggi auto in centro. Un’associazione che proprio come prima iniziativa del rinnovato corso, di cui fa parte anche il Consigliere comunale di maggioranza Sarah Burgay, ha tenuto in piazza un banchetto informativo il 9 marzo scorso per perorare l’idea di abbassare i limiti di velocità in città a 30 km/h.

Stante così la situazione, è evidente che il nuovo Codice stradale varato da Salvini non poteva che essere accolto molto male presso la maggioranza comunale che si prepara – per quanto possibile – a contrastarne gli effetti. Per l’Amministrazione comunale, infatti, la volontà è continuare sulla via intrapresa fino al punto che questa non possa più essere ragionevolmente invertita: più biciclette, più autovelox, più ZTL, più zone a 30 km/h.

Se questo è l’indirizzo, allora ci sentiamo di suggerire un dato assolutamente dimostrato dagli ultimi studi statistici più accreditati: se in città si abbasse il limite di velocità a zero km/h, gli incidenti – specie con feriti gravi o mortali – scenderebbero addirittura del 100%. Che svolta epocale sarebbe! Basta con queste mezze misure, meglio arrivare subito all’obiettivo senza ipocrisie. Perché vedendo le code interminibili di automobili, decisamente peggiorate in diversi punti di Aosta, con le marmitte lì ad inquinare, viene anche il dubbio che l’impatto della pista ciclabile e di una mobilità sempre più lenta non sia stato davvero di aiuto alla qualità dell’aria nella Plaine.

Certo, torneremmo ad utilizzare il carretto e il risciò, facendo un salto tecnologico indietro di un centinaio di anni, ma quello che per qualcuno può assomigliare ad una distopia per altri è un obiettivo sempre più definito. La mobilità libera, su cui pure i progressisti hanno fondato ideologia, aspirazioni e modelli, è qualcosa di già superato, nel futuro sarà appannaggio solo dei ricchi. Su questo non c’è ombra di dubbio.

Giuseppe Manuel Cipollone