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Politica e Istituzioni

Vallone delle Cime Bianche. per Adu è una lotta "senza confini" per la conservazione

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Oggi più che mai la conservazione è la chiave”. È stato questo il fil rouge per la serata evento organizzata ieri, venerdì 19 novembre da Adu Vda. A introdurre l’evento è stata la segretaria di Adu, Daria Pulz, che ha spiegato: “Il consiglio regionale vuole con tutte le sue forze questo collegamento, il quale comporterebbe un dispendio di oltre 100 milioni di euro circa tra tutte le spese per il progetto, senza contare che ci troviamo in un periodo di crisi economica, pandemica e sociale”.

La Pulz si dice, inoltre, contraria a ogni tipo di compromesso, chiarendo che il gruppo non ha alcuna intenzione di scendere a patti: quel collegamento, per Adu, significherebbe sperperare denaro pubblico, distruggendo non solo il nostro patrimonio, ma anche quello delle generazioni future.

A prendere poi la parola è stato l'altro volro noto, Alex Glarey, facendo riferimento alla risposta ricevuta da Monterosa spa al loro esposto:”Monterosa Spa ha affermato che non è stata affidata loro la progettazione definitiva, bensì solo alcuni elementi riconducibili a quella, tuttavia, non si è tenuto conto della fattibilità dell’opera. Adu Vda non mira a nessuna diffamazione, ma a una maggiore trasparenza e chiarezza. Infatti, un progetto del genere più che un’opera strategica dal punto di vista economico, avrebbe avuto la necessità di maggiore trasparenza, anche attraverso dei dibattiti pubblici”.



“SENZA CONFINI”

A dare, invece, una visione più ampia, superando non solo i confini regionali, ma anche quelli nazionali, è stata la Deputata Elisa Tripodi.

Bisognerebbe imparare a tutelare al posto di ripristinare, non il contrario come succede troppo frequentemente. Abbiamo questo dovere anche nei confronti delle generazioni future. A mio avviso, tutelando l’ambiente, anche la salute verrà tutelata”.

Invece, a coloro che pensano che questo collegamento porterebbe un profitto economico non indifferente, la Tripodi risponde: “Non può prevalere il profitto. Il lato economico e ambientale sono ugualmente importanti. Si dovrebbe pensare a una nuova modalità di fare turismo: il turismo sostenibile. Le comunità devono avere la possibilità di lavorare, ma l’ambiente non deve pagarne le conseguenze”.



INTERVENTO VIDEO DELLA DEPUTATA BEGHIN

A seguito di impegni improrogabili, la Deputata Tiziana Beghin non ha potuto prendere parte personalmente all’evento. Nonostante ciò, ha voluto ugualmente dare il suo contributo attraverso un video - dicono i relatori.

Vantare un sito Natura 2000 sul proprio territorio significa avere un luogo di straordinaria importanza regionale, nazionale ed europea. Un sito fondamentale per la tutela della biodiversità, sottoposto, tuttavia, a vincoli specifici riguardo alla tipologia di attività umane che possono essere svolte al suo interno”, dice l'europarlamentare.

Con questa premessa, l’Onorevole, ha presentato un’interrogazione scritta lo scorso 24 settembre, chiedendo alla Commissione europea se la costruzione di un impianto a fune in un sito Natura 2000 fosse compatibile con le normative europee. Qualche giorno fa, la Commissione, in risposta alla sua interrogazione è stata molto precisa, confermando di non essere sicura della legittimità dell’opera.

Questa risposta è il primo avvertimento - prosegue la Beghin - per chiunque volesse anteporre gli interessi privati alla tutela dell’ambiente, poiché la Commissione europea prende molto seriamente questo tema”.

Giulia Navillod