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Politica e Istituzioni

Valle d’Aosta zona rossa? Ci dicessero almeno il perché

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Forse il Presidente Conte e il suo governo si saranno anche abituati a questo periodo di crisi generale in cui le relazioni tra le persone si stingono a causa delle limitazioni; gli italiani, invece, non si sono abituati e stanno solo subendo ogni decisione in nome di un domani migliore.

Quel che è peggio, però, è che in questo momento difficile sono soprattutto le relazioni tra le varie gerarchie della Repubblica a stingersi.

L’impressione, infatti, è che si stiano incriccando gli ingranaggi della cosiddetta macchina dello Stato: governo centrale, Regioni, territori, rappresentanze istituzionali diverse, ecc... sembrano proprio mancare tra loro di dialogo e di confronto; se non di rispetto.

E’ indubbio: il Covid-19 richiede decisioni importanti che devono essere rispettate, ma vanno anche spiegate, illustrate e il governo sembra poco loquace e solo autoritario; a tratti illogico.

La Valle d’Aosta - è stato deciso - resta zona rossa? “Bene” (purtroppo), ma ci venga spiegato il perché. Siano snocciolati parametri, dati e criticità che hanno portano ad una decisione del genere. E prima di farlo pubblicamente si informino le Autorità locali e si discuta con loro.

Queste ultime, poi, che non stiano ad aspettare che il governo comunichi una qualche decisione, ma facciano un continuo pressing su Roma; cerchino di capire, proporre e collaborare nel fornire dati.

Abbiamo o no, per esempio, rappresentanze parlamentari?

Insomma, possiamo capire cosa succede? Perlomeno avere coscienza del perché ci vengono chiesti ulteriori sacrifici; o dobbiamo solo “non disturbare il manovratore” e certi equilibri politici?

Mauro Caniggia Nicolotti, scrittore e blogger - https://www.caniggia.eu/