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Cronaca

Valle d'Aosta spedita in zona arancione da lunedì. E Lavevaz se la prende coi NoVax...

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Il ministero della Salute spedisce la Valle d'Aosta in zona arancione, scatterà da lunedì 17 gennaio prossimo. La decisione arriva dopo il monitoraggio sanitario dei Casi-19 in Valle d'Aosta, che pare destare particolare preoccupazione ripsetto i parametri stabiliti a Roma. A fronte di 53 ricoveri e 7 in terapia intensiva - dati di ieri - il ministero ha optato, secondo protocollo, per le restrizioni da zona arancione.

Non tarda ad arrivare la reazione del Presidente Erik Lavevaz che imputa l'impatto critico sul Parini alla scelta della minoranza cosidetta "novax". Dice il Presidente: "L'attenta analisi dei dati relativi ai ricoveri ci porta a riflessioni severe nei confronti della scelta di non vaccinarsi. Emerge infatti che della totalità dei positivi Covid curati nel nostro nosocomio la stragrande maggioranza o non ha il vaccino oppure è vaccinata in maniera inefficace (ovvero da più di 120 giorni). Colpisce in particolare che 6 dei 7 pazienti Covid in terapia intensiva non abbiano ricevuto il vaccino".

E quindi per Lavevaz "quella di non vaccinarsi è una scelta di pochi, che però può avere gravi conseguenze per tutti. La situazione della Valle d'Aosta ne è purtroppo l'esempio lampante: la situazione ospedaliera sarebbe radicalmente diversa se tutta la popolazione fosse vaccinata. Con le regole in vigore, piccolissimi numeri sui ricoveri possono far cambiare la collocazione della regione: vaccinarsi è oggi più che mai un segno di responsabilità e di solidarietà, cui siamo chiamati tutti indistintamente se vogliamo contribuire alla ripartenza della Valle d'Aosta".