Skip to main content

Cultura e Spettacoli

UniVdA, prorogata la mostra sui modi di dire titsch e töitschu a Issime

- 0 Comments

Visto il successo e la curiosità riscontrati nei mesi estivi, la mostra sui modi di dire della comunità walser nelle due varianti titsch e töitschu allestita a Villa Deslex a Gressoney-Saint Jean è stata prorogata eccezionalmente fino al 18 settembre a Issime, presso la Maison Valleise, località Capoluogo 11.

La mostra sarà visitabile nei giorni di venerdì, sabato, domenica dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 16 alle ore 18 con accesso libero.

La mostra è stata organizzata dall’Università della Valle d’Aosta - Universitée de la Vallée d’Aoste in collaborazione con il Comune di Gressoney-Saint-Jean e il Walser Kulturzentrum e fa parte di un progetto di ricerca finanziato da fondi europei per il Piano Giovani attraverso un assegno di ricerca FAR, promosso dall’Università della Valle d’Aosta col titolo D’Òberteilera chéemen énger o arrivurun d’greschuneiara? Last call per il patrimonio idiomatico titsch e töitschu avente come scopo la tutela e la salvaguardia delle minoranze linguistiche.

La mostra è stata curata dalla Dott.ssa Annachiara Sessarego, in qualità di assegnista di ricerca, e dalla Prof.ssa Luisa Giacoma, in qualità di Responsabile scientifica. In un’unica grande sala sono stati esposti oltre 40 pannelli riportanti una selezione di modi di dire walser, descritti attraverso schede di commento e traduzione, e corredati dai disegni che le bambine e i bambini delle scuole dell’Alta Valle del Lys hanno realizzato durante l'inverno.

Per coinvolgere anche le nuove generazioni walser, è stata chiesta la collaborazione alle scuole primarie dei Comuni di Gressoney-Saint-Jean, Gressoney-La Trinité e Issime, affinché ogni bambina/o rappresentasse con un disegno il senso letterale di un fraseologismo e con un secondo disegno il senso figurato dello stesso.

La cultura di ogni popolazione - si legge in una nota -, in questo caso la comunità Walser, si trasmette anche, e forse soprattutto, attraverso le espressioni idiomatiche che più vivamente ne esprimono il carattere e le tradizioni, usi e costumi. Ogni patrimonio culturale e umano non deve essere dimenticato dalle successive generazioni in quanto costituisce una ricchezza per tutti, per ricordare le proprie radici, la storia, ma anche come momento culturale per i turisti”.