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Economia e Lavoro

Stagione invernale compromessa - Gérard "Abbiamo bisogno di adeguati ristori"

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Le strutture ricettive valdostane stanno attraversando una fase di grande criticità. Dopo aver perso il Ponte dell’Immacolata, Natale e Capodanno, il nuovo provvedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri che proroga la chiusura degli spostamenti tra regioni al 15 febbraio rischia di far saltare completamente la stagione invernale.

"Come ho avuto modo di dichiarare nei giorni scorsi - dice il Presidente di Adava, Filippo Gérard - in questa situazione in cui non ci si può muovere tra regioni, in cui i bar e i ristoranti sono obbligati a rimanere chiusi, in cui non possiamo aprire i nostri centri benessere, in cui regna una totale incertezza sull’apertura o meno degli impianti di risalita, non vediamo altra alternativa se non quella di dare ai nostri colleghi il consiglio di fare bene i conti prima di tentare un’apertura che in molti casi peggiorerebbe una situazione già di per sé complessa. È sempre difficile fare un ragionamento generale che valga per tutti, penso ad esempio alla diversa situazione che caratterizza le strutture più piccole a conduzione prettamente familiare rispetto a quella di una struttura di medie grandi dimensioni con un numero importante di personale dipendente oppure alle diverse tipologie di destinazione (il comprensorio di Cervinia, ad esempio, ha delle caratteristiche sicuramente diverse rispetto a quello in cui opero con le mie aziende). Quel che però è certo, è che una struttura ricettiva chiusa, quale che sia, ha dei costi fissi incomprimibili importanti che sono difficili da affrontare senza un adeguato sostegno e dopo mesi e mesi senza incassi. Dalle proiezioni che abbiamo avuto modo di fare su un piccolo campione di alberghi di medie dimensioni (30/35 camere) i costi fissi a struttura chiusa non sono inferiori ai 10mila euro al mese".

La montagna ha bisogno di adeguati ristori "In questa situazione che si protrae ormai da parecchi mesi, abbiamo necessità che il governo nazionale capisca che la montagna ha bisogno di adeguati ristori e che questi devono essere parametrati in base alle perdite economiche reali, e non, come oggi accade, prendendo a riferimento mesi non rappresentativi della reddittività delle imprese. La nostra categoria non vuole i ristori in sostituzione dei propri utili, ma ha necessità di un sostegno economico per compensare almeno una parte dei costi fissi affinché le aziende di uno dei settori strategici dell’economia regionale possano arrivare vive nel momento in cui ci sarà la ripartenza, altrimenti sarà un'ecatombe di imprese e di posti di lavoro. Su tutte le tematiche di respiro nazionale (compresa l’interruzione del pagamento dei canoni di abbonamento RAI, i diritti Siae e le imposte locali che i singoli Comuni, da soli, non possono sospendere) abbiamo già avuto modo di sensibilizzare la nostra Federazione nazionale e i nostri parlamentari".

"A livello locale, invece - conclude Gérard - abbiamo avuto modo di incontrare il Presidente e la Giunta regionale a cui abbiamo rappresentato la situazione reale di ciò che stanno vivendo le nostre imprese e delle iniziative necessarie per affrontare questo difficile momento, da un lato sospendendo il pagamento di oneri, imposte e bollette (mutui Finaosta, energia elettrica CVA, Imposte e addizionali locali), dall’altra iniettando liquidità nelle imprese e traghettarle con un minimo di serenità sino alla ripresa. Nei giorni scorsi abbiamo anche chiesto ai nostri associati di compilare il questionario realizzato dalla Chambre Valdôtaine in collaborazione con la nostra e le altre associazioni di categoria, al fine di ottenere una fotografia aggiornata del tessuto imprenditoriale valdostano alla luce dell’evoluzione dell’emergenza sanitaria e, soprattutto, di supportare l'amministrazione regionale nell'attuazione di future iniziative in grado di rispondere in maniera efficace alle esigenze delle imprese".