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Salute e Ambiente

Sindacati medici duri sul sistema sanitario regionale, "Sembra di assistere alla Via Crucis della sanità ospedaliera"

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Una parte importante dei sindacati della dirigenza medico-sanitaria (AAROI-Emac, ANAAO-Assomed, CIMO, FP-CGIL Medici, FASSID, FVM) paiono sul piede di guerra, almeno stante alla situazione che dipingono dell'emergenza sanitaria legata al coronavirus. Se da una parte essi commentano con sollievo e adesione l'avvio della campagna vaccinale di massa " In piena terza ondata, prevista e attesa, a più di un anno dallo scoppio dell’emergenza, finalmente la campagna vaccinale ha iniziato la sua diffusione di massa che speriamo sia la chiave di volta per uscire dalla pandemia", dall'altra traspare tutto il loro scetticismo e le criticità rispetto alla tenuta del sistema sanitario regionale nel suo complesso.

Infatti la comunicazione continua "Purtroppo però, la salute pubblica non può essere soltanto 'Covid e vaccini'. A forza di dedicare energie e investimenti solo all’emergenza, il risultato è che da ben un anno i pazienti non-Covid (...) hanno subito parecchi e prolungati disagi e rinvii delle cure. E gli effetti di tali disparità si vedranno purtroppo per molti anni a venire. L’emergenza pandemica ha messo chiaramente a nudo i limiti del nostro Sistema Sanitario Nazionale e Regionale dovuti soprattutto a scelte fallimentari di decisori politici e aziendali che hanno operato solo una generale e indiscriminata riduzione delle risorse disponibili, (...). Infatti a causa delle mancate assunzioni per la poca attrattività, i continui trasferimenti di colleghi bravi e stimati presso altre regioni o strutture, oltre ai numerosi pensionamenti in corso da anni, sono venuti meno tutti gli elementi fondamentali per mantenere i livelli di cura al passo con il progresso scientifico e tecnologico. L’ospedale si trova paralizzato, stravolto nell’organizzazione e sacrificato per la terza volta permettendo le cure solo ai pazienti che necessitano di ricovero per patologie urgenti o non differibili. Sembra di assistere alla via crucis della sanità ospedaliera".

Pertanto, pur accogliendo comunque con favore l'accordo dei giorni scorsi che permetterà ai medici di famiglia di effettuare l'attività vacciale presso gli Hub regionali, "le OO.SS dei Dirigenti Medici e Sanitari Ospedalieri, oramai disperate, auspicano per un cambio di passo. Nuovo Ospedale, nuovi investimenti, nuovi tavoli di contrattazione per la creazione di un polo di alto livello, nuove strategie dirigenziali da parte della Direzione Aziendale saranno le sfide dei prossimi mesi".