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Salute e Ambiente

Sindacati medici all'attacco dell'Usl VdA: "gestione Covid inadeguata, si stanno trascurando troppo pazienti non Covid"

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I sindacati medici e sanitari Aaroi-Emac, Anaao-Assomed, Aupi, Cimo, Cisl Fp, Fp Cgil, Fvm, Savt Santé, Snr e Uil Fpl, partono all'attacco del sistema sanitario valdostano ancora più in difficoltà ora che ci si trova in piena quarta ondata Covid.  "La gestione delle risorse umane in ospedale è rimasta ancorata ai vecchi schemi emergenziali e senza i tanto richiesti adeguamenti", denunciano le sigle sindacali. "In Valle d'Aosta la situazione relativa al numero di pazienti Covid positivi ricoverati presso il presidio ospedaliero Umberto Parini è progressivamente peggiorata. Di pari passo tutte le attività no Covid e le cure per i pazienti no Covid vengono ridotte sempre di più all'osso".

Ma in questo frangente non si tratta di un allarme improvviso, sottolinenano i sindacati. I quali aggiungono: "come organizzazioni sindacali in questi mesi, sulla base delle recenti drammatiche esperienze e in un'ottica di efficienza gestionale, abbiamo avanzato diverse richieste e dato ampia disponibilità per condividere i processi organizzativi, quali la costituzione, anche mediante idonea certificazione, di una task force di medici e infermieri specializzati nella gestione dei pazienti Covid, da destinare ai reparti Covid qualora ce ne fosse stata la necessità, l'incremento degli organici mediante concorsi riguardanti in modo prioritario le specializzazioni più idonee al trattamento del Covid (Malattie infettive, Pneumologia) e a seguire tutte le altre".



I ricoveri Covid sarebbero in aumento - a detta delle sigle - perché vi è un "cronico e inadeguato filtro sul territorio per i casi non acuti e della difficoltà a dimettere dall'ospedale i pazienti Covid non gravi per inviarli al domicilio o presso le strutture territoriali". E concludono: "Ribadiamo che la salute pubblica non può essere soltanto Covid e vaccini per l'unica azienda Usl della regione. Se si persiste nel rinviare o allungare i tempi di diagnosi e cura per i pazienti no Covid chirurgici o affetti da patologie a elevato impatto sociale, non si potrà fare a meno di assistere a uno stabile aumento dell'insorgenza di complicazioni legate alla lunga attesa con conseguenti effetti negativi sulla salute collettiva che già sono visibili da alcuni mesi ma che purtroppo saranno ancora più marcati per molti anni a venire".