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Scuola e Formazione

Scuole a rischio chiusura, Caveri: “Bassa natalità inciderà non solo nei comuni piccoli”

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Dopo la chiusura della scuola dell’infanzia di Champorcher prevista per l’anno scolastico 2022-2023 a causa di una sola iscrizione, altri plessi non sarebbero al momento a rischio chiusura. Tuttavia, in futuro, potrebbero emergere delle criticità specie in alcune piccole realtà di montagna.

A fotografare la situazione relativa al rischio chiusura delle scuole dell’infanzia e primarie è stato l'Assessore all'istruzione Luciano Caveri, in risposta ad un’interpellanza presentata dal gruppo Lega Vallée d'Aoste.

Premettendo che “non ci sono ricette miracolose per la chiusura delle scuole”, l’Assessore Caveri ha evidenziato che “le previsioni demografiche portano a un calo generalizzato delle nascite fino al 2036 che non incideranno solo sulle realtà di montagna ma anche sui comuni del fondo valle e su Aosta”.

 “Il basso tasso di natalità - ha segnalato Caveri - sta determinando situazioni di plessi, in particolare della scuola dell’infanzia, in cui il numero di bambini iscritti non raggiunge il minimo prescritto affinché il plesso possa concorrere direttamente alla determinazione dei posti di organico”, sottolineando che “i criteri e i parametri di definizione degli organici dei posti di insegnamento della regione sono diversi e migliorativi rispetto a quelli nazionali e sono volti sia all’ampliamento dell’offerta formativa sia alla tutela delle scuole di montagna”.

Infatti, grazie ad un accordo sottoscritto nel 2009 tra l’Amministrazione scolastica regionale e i sindacati, le scuole ubicate in zone montane difficilmente collegabili con le sedi vicine possono funzionare con 3 alunni iscritti in luogo dei 5 ordinariamente prescritti per le scuole di montagna, nel limite massimo di 6 unità docenti. Tali disposizioni sono state poi estese nel 2018 anche alle scuole uniche di montagna che accolgono bambini residenti in comuni situati oltre i 1.000 metri di altitudine, prevedendo per queste ultime il funzionamento con 5 iscritti invece dei 10 ordinari.

È stata sottoscritta, inoltre, un’intesa con il CPEL e le organizzazioni sindacali scolastiche regionali per gli anticipi alla scuola dell’infanzia. Una sperimentazione che consente - “nel rispetto delle finalità educative e formative della scuola dell’infanzia” - l’anticipo per i bambini che compiono 3 anni di età entro il 30 aprile - come a livello nazionale (e non solo sino al 31 gennaio), nei plessi dei comuni fino a 700 abitanti, prioritariamente laddove non siano presenti strutture o servizi dedicati alla prima infanzia.

I numeri sono però esigui. “Per scongiurare la chiusura delle scuole - ha concluso l’Assessore Caveri - nei territori dove si evidenziano delle criticità, devono essere avviati dei tavoli di confronto tra enti locali, scuole e famiglie, possibilmente non a ridosso delle iscrizioni, per effettuare delle valutazioni a livello di sistema, al fine di ottimizzare le risorse e garantire un’offerta educativa di qualità”.