Skip to main content

Scuola e Formazione

Scuola, tsunami in arrivo. Cisl Vda: “docenti non vaccinati potrebbero essere sospesi di nuovo, servono risposte”

- 0 Comments

Un possibile nuovo tsunami per la scuola valdostana, a sollevare la questione - a livello istituzionale - è la Cisl Scuola in un comunicato: "è notizia degli ultimi giorni che i docenti che, pur non essendo vaccinati, erano stati riammessi all’insegnamento essendo guariti da COVID-19, se abbiano contratto l’infezione da più di tre mesi potrebbero essere nuovamente sospesi dalla funzione docente e adibiti ad altre mansioni, a meno che non provvedano a mettersi in regola con gli adempimenti vaccinali”. 

La segretaria della Cisl Scuola della Valle d'Aosta, Alessia Démé, spiega: “A meno di un mese dalla fine di un anno scolastico travagliato, nel quale gli alunni e i pochi docenti rimasti in servizio tra quarantene e sospensioni hanno visto l’avvicendarsi di supplenti, spesso alle prime armi e anche sprovvisti dei prescritti titoli di studio, ecco che un altro pesante macigno viene scaricato sull’intera comunità educante: sui dirigenti, chiamati a gestire un’ennesima frattura professionale ed umana; sul personale amministrativo, impegnato nella sempre più difficoltosa ricerca di supplenti; sulle famiglie, preoccupate per il susseguirsi degli insegnanti e per la qualità dell’offerta formativa, già minata dalle quarantene e dalla didattica a distanza, sui docenti, la cui categoria è dilaniata da uno scontro intestino tra ormai plurime fazioni (vax, no-vax, over50, guariti da meno di sei mesi e chi più ne ha più ne metta (…) e, a ricaduta, sugli alunni, che di tale comunità dovrebbero essere il centro e che si trovano invece a vivere in una scuola ormai simile ad un girone infernale fatto di mascherine, tamponi di uscita e nervosismi”.

Démé continua: “Che ne sarà degli alunni impegnati nell’ultima fase dell’anno scolastico o di quelli impegnati negli Esami di Stato o negli esami conclusivi del primo ciclo di istruzione che, quest’anno, torneranno dopo due anni a svolgersi in presenza e in forma scritta? Chi li aiuterà nei processi di recupero scolastico? Chi valuterà, con il nuovo e delicato sistema, gli alunni della primaria? Forse qualche introvabile supplente destinato a rimanere in servizio solo fino al 15 di giugno? E, in tutto questo, che ne è della continuità didattica che tanto sta a cuore ad un Ministero che costringe gli insegnanti a rimanere vincolati ad una sede per almeno tre anni?”

La comunità scolastica merita ed esige risposte serie ed equilibrate”, conclude la segretaria.